Fondazione Golinelli: i nuovi passi verso il futuro

Fondazione Golinelli: i nuovi passi verso il futuro

A due anni dalla nascita di Opificio Golinelli, inaugura il CENTRO ARTI E SCIENZE GOLINELLI, una nuova iniziativa a vocazione sperimentale e internazionale, la cui progettazione architettonica è stata affidata a Mario Cucinella Architects.

L’Opificio Golinelli getta così le fondamenta per diventare una vera e propria infrastruttura per la conoscenza e la cultura, destinata a crescere ancora.
Infatti, a breve, dopo la grande opera del Centro Arti e Scienze, la Fondazione avvierà ulteriori lavori di ampliamento, che in un anno porteranno alla realizzazione di un altro spazio: si raggiungeranno così 14.000 metri quadrati complessivi e le superfici utili coperte per le attività saranno di quasi 10.000 metri quadrati.
In vista dei lavori di ampliamento previsti, il dato dell’attuale partecipazione (120.000 visite all’anno) è destinato a crescere esponenzialmente, con una stima di oltre 200.000 visite già dall’anno 2019.
Obiettivo di Opificio Golinelli è diventare una Città per la conoscenza e la cultura, un centro vocato in maniera integrata a educazione, formazione, cultura, ricerca e impresa, prima e unica esperienza di tal genere, nella sua interezza e complessità, in Italia e in Europa.

Il primo passo di questa scommessa di Fondazione Golinelli è rappresentato dal Centro Arti e Scienze Golinelli, uno spazio di “immaginazione e sperimentazione” pensato per offrire una sintesi fra arte e scienza – concepite da troppo tempo come due polarità distanti e tendenzialmente estranee – che costituisce invece uno dei terreni più fertili nei quali rappresentare il futuro.

Dal punto di vista architettonico, il Centro Arti e Scienze Golinelli coniuga funzionalità e valenza estetica. Progettato da Mario Cucinella Architects, è una costruzione di circa 700 metri quadrati, che vanno ad aggiungersi ai 9.000 dell’Opificio. Si tratta di un grande parallelepipedo di 30×20 metri, alto 8, composto da un volume chiuso che costituisce il “cuore” dell’architettura, una geometria pura semi-trasparente, che nelle ore diurne riflette ciò che ha attorno e nelle ore notturne è invece luminosa. Lo spazio è privo di partizioni o rigide organizzazioni planimetriche per garantire la massima flessibilità di utilizzo ed è avvolto da un involucro esterno leggero e vibrante, una griglia modulare metallica, in alcune sue parti percorribile dai visitatori.

Il nuovo Centro non sarà un semplice spazio espositivo: ospiterà infatti un programma pluriennale di iniziative culturali con l’obiettivo di immaginare il futuro e stimolare un insieme di azioni educative, formative e imprenditoriali per i giovani, in linea con il piano di sviluppo pluriennale di Fondazione Golinelli, Opus 2065, per supportare le giovani e giovanissime generazioni nel loro percorso di crescita, con l’idea che l’educazione sia il motore dello sviluppo economico e sociale.

«L’idea di futuro che abbiamo in mente» afferma Andrea Zanotti presidente di Fondazione Golinelli «è quella in cui non ci sarà più posto per una frammentazione che divida la parte ideativa, quella sperimentale e quella produttiva: i luoghi della conoscenza, della sperimentazione e della produzione dovranno necessariamente integrarsi per poter far fronte e sostenere la velocità del cambiamento nella quale siamo immersi. Con il Centro Arti e Scienze Golinelli la Fondazione Golinelli diventa l’ecosistema che si completerà nei mesi a venire con un incubatore riservato non solo ai laureati o a chi ha conseguito un master ma anche ai più giovani, la cui creatività costituisce una risorsa fondamentale. Per corroborarne la crescita, essa dovrà nutrirsi e contaminarsi di formazione, ricerca, capacità imprenditoriale ma anche di sensibilità estetica che da sempre costituisce il marchio distintivo del genio italiano».

L’offerta formativa di Opificio Golinelli ha da sempre come obiettivo quello di ricomporre la frattura, ancora oggi in essere, fra cultura umanistica e scienze. Le stagioni più alte della cultura umana si sono prodotte quando arti e scienze hanno dialogato in modo fecondo, come nel Rinascimento italiano, che ha prodotto una spinta innovatrice e, insieme, una cifra estetica destinate a condizionare i secoli futuri. Il rapporto tra arti e scienze è fortemente radicato nel passato del nostro Paese e Fondazione Golinelli promuove da sempre la cultura come risultato di un’educazione che sposa la tradizione di ricerca umanistica e le più nuove tecnologie.

Il nuovo Centro Arti e Scienze Golinelli inaugura con la mostra di arte e scienza IMPREVEDIBILE, essere pronti per il futuro senza sapere come sarà in programma dal 13 ottobre 2017 al 4 febbraio 2018. Ispirata da un’idea di Marino Golinelli, è prodotta da Fondazione Golinelli e curata da Giovanni Carrada per la parte scientifica e da Cristiana Perrella per la parte artistica. Il progetto dell’allestimento è di Mario Cucinella Architects. Questa è l’ultima di sette esposizioni che hanno indagato temi forti della contemporaneità in modo innovativo, a partire dal 2010, intrecciando l’arte con la scienza. Dopo aver esplorato l’antroposfera, il rapporto tra uomo e tecnologia, le nuove età della vita, le energie della mente, la scienza del gusto, la libertà, è ora la volta del futuro.
Il percorso espositivo mette in dialogo opere di artisti contemporanei italiani e internazionali con una serie di exhibit di argomento scientifico, prevalentemente video, lasciando che le suggestioni dell’arte e della scienza aiutino il visitatore a farsi un’idea più ricca e complessa dell’argomento, sviluppando un proprio punto di vista sul futuro che ci aspetta.
In mostra opere di: Pablo Bronstein; Martin Creed; Flavio Favelli; Martino Gamper; Tue Greenfort; Ryoji Ikeda; Christian Jankowski; Elena Mazzi con Sara Tirelli; Tabor Robak; Nasan Tur; Tomas Saraceno; Yinka Shonibare MBE; Little Sun; Superflex; Joep Van Lieshout; Ai Weiwei.

ph.-Rodolfo-Giuliani

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