I volti del cuore al Museo del Paesaggio di Verbania.

I volti del cuore al Museo del Paesaggio di Verbania.

Palazzo Viani Dugnani di Verbania apre oggi al pubblico, 25 marzo e fino al primo ottobre 2017, la mostra dedicata alla figura femminile da Ranzoni a Sironi e Martini, opere del Museo del Paesaggio di Verbania e delle raccolte Sironi e Isolabella.

L’esposizione è allestita negli spazi del piano nobile del museo, rimasto chiuso per più di quattro anni, e che oggi riapre ai visitatori con un nuovo percorso espositivo curato da Elena Pontiggia. Resta aperto invece in modo permanente il piano terra del museo, che da giugno 2016 ospita la mostra dedicata a Paolo Troubetzkoy.
L’esposizione inaugurata al primo piano comprende circa ottanta opere e intende esaminare il ruolo e la presenza della donna nella pittura e nella scultura dalla fine dell’Ottocento alla prima metà del Novecento. Per l’occasione, i capolavori già appartenenti alle collezioni del Museo del Paesaggio di Verbania sono stati integrati con opere inedite di Mario Sironi, provenienti dalla raccolta Isolabella e dalla collezione personale di Cristina Sironi, sorella dell’artista. Queste ultime sono dei veri e propri gioiellini, in quanto documentano la giovanile e poco nota stagione simbolista del pittore, visibile in Ars et Amor del 1901-1902, ma anche il coloratissimo e finora sconosciuto momento fauve, come in Cocotte e Figure 1915-1916.

Il percorso espositivo della mostra è organizzato in undici sezioni tematiche: la prima muove dai ritratti femminili di Daniele Ranzoni, maestro della Scapigliatura che da la sensazione, come ci spiega la curatrice, di “dipingere col fiato”; delle sue sei opere presenti in mostra spiccano Giuseppina Imperatori Orsenigo (1877) e Ritratto della principessa Margherita di Savoia (1869), che mostra la tipica dissoluzione della forma in un pulviscolo luminoso.
Si prosegue poi con altre sei sezioni iconografiche: i luoghi della vita, rappresentati dalla casa, il giardino, la via, la stalla; si passa poi al mondo degli affetti, che esplorano le tematiche dell’amore, della maternità e dei sentimenti. A questa sezione appartiene il delizioso dipinto Il convegno, realizzato nel 1918 da Ambrogio Alciati, immagine guida della mostra e romantico idillio senza tempo dipinto con una sensibilità impressionista opposta al gusto del disegno nitido predominante nel primo ventennio del Novecento.
La donna viene poi esplorata come figura nella storia, in cui appare come protagonista dalle “tinte forti”.
Il filo conduttore dedicato alla donna prosegue attraverso quei lavori che la vedono protagonista nel contesto religioso, come la graziosa Monachella del Branca (1903), e nel mondo del lavoro. Monumentale è qui l’opera Alla vanga (1890) di Arnaldo Ferraguti, un grande manifesto del realismo sociale.
La sesta sezione è invece dedicata al nudo femminile, cui sempre è legato lo studio del corpo accademico, esemplare nel disegno sintetico di Achille Funi del 1930.
La mostra prosegue con una sezione dedicata a due donne artiste da riscoprire: la simbolista Sophie Browne (sua l’inquietante Eva, 1898) e Adriana Bisi Fabbri, protagonista nel 1914 del gruppo futurista “Nuove Tendenze”, di cui è esposta La principessa Pignatelli del 1917.
Seguono infine tre sezioni dedicate a tre grandi maestri del Novecento: Arturo Martini, Mario Tozzi e Mario Sironi.
Di Martini sono presenti quattordici figure femminili, tra cui Testa di ragazza (1921), capolavoro della stagione “Valori Plastici”, e la Scoccombrina (1928) felice esempio del suo espressionismo. Si susseguono anche figure femminili degli anni trenta e quaranta, bellissimo il gruppo scultoreo rappresentato da La famiglia degli acrobati (1936-1937) che, oltre alla donna, vede come protagonista il vuoto e lascia emergere la maestria dell’artista nel costruire l’immagine attraverso un gioco di spazi più vuoti che pieni. Appartenenti al Museo del Paesaggio ben 53 opere del maestro, molte delle quali provenienti dalla donazione di Egle Rosmini, giovane compagna di Martini.
Di Mario Tozzi è esposta un’antologia di opere che vanno dal suo impressionismo giovanile (Ritratto della madre, 1915) al suo realismo magico.
Il tema della donna entra infine nelle opere di Mario Sironi ed è indagato attraverso la raccolta della sorella maggiore Cristina. Oltre ai dipinti precedentemente citati, si aggiungono Madre che cuce (1905-1906), che segna una delle sue più importanti vette in ambito divisionista, e il grande Nudo con bicchiere, opera tanto amata da Margherita Sarfatti. La mostra termina con la maestosa Vittoria Alata, 1935, una delle maggiori testimonianze del Sironi monumentale.

Un percorso dunque di grande interesse e fascino, che si articola attraverso la varietà di figure femminili dipinte o scolpite da alcuni dei più celebri maestri dall’Ottocento al Novecento, e che riapre al pubblico gli spazi nobili dello storico palazzo di Verbania, un gioiellino sulle sponde del lago Maggiore.

I VOLTI E IL CUORE:
La figura femminile da Ranzoni a Sironi e Martini.

Museo del Paesaggio di Verbania
presso Palazzo Viani Dugnani,
via Ruga 44, Verbania

Orari di apertura:
Da Martedì a Venerdì 10.00 – 18.00
Sabato Domenica e Festivi 10.00 – 19.00

Ingresso:
5€ intero, 3€ ridotto

Per informazioni:
www.museodelpaesaggio.it

Volti nel cuore 2

Volti nel cuore 4

 

 

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