Il tessuto come arte: Antonio Ratti imprenditore e mecenate

Il tessuto come arte: Antonio Ratti imprenditore e mecenate

Domenica 1 ottobre Palazzo Te a Mantova apre al pubblico la mostra dedicata all’industriale comasco Antonio Ratti. Un intreccio tra produzione e creatività d’impresa, arte e cultura.

A quindici anni dalla sua scomparsa, la città di Mantova in collaborazione con la Fondazione Antonio Ratti di Como traccia il ritratto dell’imprenditore visionario e uomo creativo che credeva fermamente nella cultura, nella conoscenza e nell’arte quali strumenti indispensabili per interpretare e trasformare il nostro presente.

Un primo assaggio della mostra lo abbiamo avuto ieri in occasione della conferenza stampa, all’interno della sua Fondazione sospesa su uno spicchio del lago comasco e voluta dallo stesso Ratti nel 1985 per dare forma al desiderio di trasformare la profonda passione personale per l’arte e il tessuto in una realtà attiva nel mondo della cultura. Qui ancora oggi le figlie Donatella e Annie Ratti, quest’ultima curatrice dell’esposizione mantovana insieme a Lorenzo Benedetti e Maddalena Terragni, proseguono l’intento del padre promuovendo workshop annuali per giovani artisti internazionali.
La visita presso lo stabilimento Ratti Spa di Guanzate, disegnato da Tito Spini e sorto nel 1958 per la creazione e la commercializzazione di tessuti per cravatte e foulard, ci ha permesso di vedere in anteprima i grandi archivi tessili e la ricca collezione di reperti antichi e preziosissimi che saranno allestiti a Palazzo Te. Un tripudio di storia e di colori che si intrecciano nelle varie forme di broccato, chinè, raso, pizzo, damascato, tessuti copti e pre-colombiani, velluti rinascimentali e arazzi provenienti dai viaggi che l’imprenditore intraprese in estremo Oriente come in Perù, Lione o Venezia. E poi il cashmere, i cui movimenti curvilinei stregarono la fantasia del giovanissimo Ratti che negli anni sviluppò e lavorò a jacquard fino a diventare motivo d’eccellenza nelle sue cravatte. Un personaggio raffinato ed elegante, poliedrico ed eclettico, che ha saputo valorizzare la qualità di un prodotto industriale e la formazione delle risorse umane. Ogni suo gesto era alimentato da un forte senso estetico ed etico.

“La conoscenza del passato genera la nascita di nuove idee e crea nuove forme di bellezza.”    A.Ratti

La mostra che aprirà a Mantova dal 1 ottobre fino al 7 gennaio 2018 è orchestrata all’interno degli ambienti storici di Palazzo Te per poi svilupparsi all’esterno negli spazi espositivi delle Fruttiere. Un percorso trasversale e suggestivo che permetterà al visitatore di ripercorrere la vita e la visione umanistica di Antonio Ratti ma anche di conoscere e toccare con mano la ricca raccolta di tessuti che sarà a disposizione  del pubblico per un’esperienza tattile oltre che visiva. Ai preziosi manufatti si collega poi l’opera di Luigi Ontani: un disegno ad acquarello stampato su cotone la cui ristampa realizzata dalla Ratti S.p.A. ripropone il progetto nato dalla collaborazione tra l’artista e l’azienda negli anni ’90.

Una parte della mostra è dedicata alla storia dell’azienda di Guanzate; le moderne strutture mostrano un nuovo modello di architettura industriale che si identifica con la volontà di creare le condizioni ideali di lavoro per sostenere la qualità del prodotto, in un mondo fortemente dinamico e in continua espansione. Nel nuovo stabilimento la visione di Ratti prende forma e si realizza il ciclo completo di produzione. La Palazzina dei Servizi Sociali, luogo polifunzionale e multimediale destinato ai lavoratori, ospita importanti eventi culturali e artistici, laboratori, rassegne teatrali e concerti. Gli impianti produttivi di Guanzate, le sedi storiche di rappresentanza nelle ville comasche e alcuni dei concerti tenuti in azienda sono immortalati dagli scatti del fotografo industriale Roberto Zabban.

Negli anni Sessanta e Settanta, la passione per il tessuto e tutte le sue declinazioni nelle diverse epoche e aree geografiche porta Antonio Ratti a dare vita ad una collezione tessile privata, strumento di studio, ricerca e ispirazione, ampliata anche in seguito alle acquisizioni aziendali di imprese storiche del settore. In mostra si può ammirare un’ampia selezione di reperti della collezione storica, ora patrimonio della Fondazione.

Antonio Ratti promuove il tessuto in tutte le sue declinazioni, dall’attenzione per la storia e la tradizione nelle diverse culture del mondo, alla visione di nuove frontiere produttive, tecnologiche e geopolitiche. Negli anni promuove anche importanti progetti espositivi e museali, realizzando diverse mostre sul tessuto e la sua storia. Nel 1995 sostiene economicamente la nascita di uno dei primi centri specializzati nella ricerca e nel restauro del tessile al Metropolitan Museum di New York: l’Antonio Ratti Textile Center.
L’arte contemporanea è presente in mostra con opere di artisti coinvolti nei diversi decenni nelle numerose attività culturali della Fondazione, tra questi alcuni artisti invitati a condurre e a partecipare alle passate edizioni del workshop CSAV-Artists Research Laboratory tra cui: John Armleder, Julia Brown, Jimmie Durham, Hans Haacke, Mario Garcia Torres, Melanie Gilligam, Renée Green Joan Jonas, Giulio Paolini, Diego Perrone, Yvonne Rainer e Gerhard Richter. Negli spazi esterni di Palazzo Te sono presenti importanti installazioni di artisti come Yona Friedman, Richard Nonas, Matt Mullican e Liliana Moro.

In occasione della mostra una pubblicazione antologica raccoglie testi e materiali relativi alla storia dell’azienda e a quella della Fondazione Antonio Ratti. La pubblicazione include testi che analizzano la collezione di tessuti antichi di Antonio Ratti e scritti di artisti contemporanei che hanno partecipato alle edizioni del workshop CSAV – Artists Research Laboratory.

Stefano Baia Curioni, Presidente Centro Internazionale d’Arte e di Cultura di Palazzo Te, ci anticipa in conferenza stampa che “La mostra dedicata ad Antonio Ratti rappresenta il primo di tre incontri che vogliono rendere omaggio a quegli imprenditori italiani che hanno saputo unire la cultura umanistica alla cultura d’impresa”. Alla retrospettiva su Antonio Ratti seguiranno pertanto quelle dedicate a Mondadori e Olivetti.

1 ottobre 2017 – 7 gennaio 2018
IL TESSUTO COME ARTE: ANTONIO RATTI
IMPRENDITORE E MECENATE
Palazzo Te, Mantova

PRODOTTO DA
Comune di Mantova
Centro Internazionale d’Arte e di Cultura di Palazzo Te
Museo Civico di Palazzo Te
IN COLLABORAZIONE CON
Fondazione Antonio Ratti

TEAM CURATORIALE
Lorenzo Benedetti
Annie Ratti
Maddalena Terragni

 

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