Intervista: Le regine dell’erotismo di Apollonia Saintclair

Intervista: Le regine dell’erotismo di Apollonia Saintclair

Non sappiamo nulla sulla sua identità, ma sappiamo molto bene cosa fa: Apollonia Saintclair disegna donne che “Varcano le porte del piacere e raccontano storie mai raccontate prima…”

Come e perchè hai cominciato a disegnare?
Ho sempre voluto disegnare. L’ho fatto da dilettante e autodidatta, più o meno intensamente, guardando con ammirazione ai grandi maestri. Ma non avevo realmente idea di dove stessi andando, e il mio impegno, ad un certo punto, finiva per bloccarsi. Col senno di poi, penso che non sapessi ancora quali storie raccontare. Non avevo la motivazione per perseguire seriamente quel percorso. Il vero cambiamento è avvenuto nel 2011, quando ho iniziato a creare disegni dal background erotico. Questo particolare genere ha dato le ali alla mia immaginazione e improvvisamente, nella mia mente, sono apparse centinaia di idee spumeggianti. Una volta sbloccato il “fil rouge” che giaceva dentro di me, ho trovato anche la forza per acquisire la tecnica per dare forma a questa storia.

C’è qualche ragione specifica per cui non vuoi rivelare la tua identità?
Voglio che il pubblico goda dei miei disegni senza che la mia persona possa “parassitare” la loro esperienza. Chi sono io nel privato è davvero irrilevante, contano solo i disegni. I social media mi permettono di mostrare il mio lavoro senza proiettare l’ombra della mia presenza su di esso. Viviamo in un tempo in cui il marketing impone che tutto sia correlato da una storia laterale per essere venduto. Ho l’impressione che molti artisti passino più tempo a sistemare le loro biografie e fare promozione che a lavorare in studio. Capisco questa necessità, ma non significa che voglia assecondarla.

Nei tuoi disegni ci sono soltanto donne. C’è qualche spazio per gli uomini nei loro pensieri e fantasie? O le immagini come esseri che danno e provano piacere soltanto in riferimento a se stesse?
Sarebbe un mondo triste, l’esito letale di un feroce individualismo. No, gli uomini sono lì, un po’ ovunque nei miei disegni, ma non occupano la parte anteriore della scena. Ciò che può essere diverso, è che io dò alle donne dei ruoli a cui non siamo mai stati abituati in 2000 anni. La sessualità moderna apre le porte, che erano ufficialmente riservate solo agli uomini. Permettere alle donne di varcarle per darsi piacere, per esempio, mi permette di raccontare storie mai raccontate. Immagino donne che abbiano gli stessi diritti degli uomini. Penso a donne e uomini che si incontrano su un piano di parità e accettano a turno di svolgere ruoli diversi nella loro vita e nel mondo.

La tua arte vive sui social networks – Tumblr, Instagram, Facebook. Non hai un sito internet. Come mai hai fatto questa scelta?
Ho cominciato a pubblicare i miei disegni per caso su Tumblr e sono stata immediatamente sedotta dalla reattività di questi media. Non è un monologo, ma una vera interazione e condivisione, con tutti i vantaggi e gli svantaggi di una comunicazione bidirezionale. Ma questo non mi impedirà di creare un sito mio, che diventi un luogo di riferimento, una sorta di reliquario.
Facebook spesso censura i contenuti ritenuti espliciti. Ti è mai capitato?
Sia Facebook che Instagram hanno già “ucciso” il mio profilo numerose volte… e alcuni dei miei post vengono regolarmente segnalati e cancellati anche quando una foglia di vite virtuale copre castamente le parti più “sensibili”.

Il sesso esplicito, se associato all’uomo, è percepito come “normale” ed è socialmente accettato. Rappresentare le donne nel modo in cui tu fai, crea invece indignazione e clamore…
La reazione del pubblico, sia femminile che maschile, è estremamente positiva. Non so se è una questione di età, forse le generazioni che usano i social media sono semplicemente più aperte e flessibili, hanno ruoli più vari in campo sessuale. Alla fine, però, non è significativo perché molti dei miei disegni sono ambivalenti e possono essere intesi in maniera diametralmente opposta, in base allo spettatore. Alla frangia più conservativa, probabilmente, non piace quello che faccio perché mettere una donna a cavalcioni su un letto è come darle le chiavi del potere nella società. Ma questo è falso, ovviamente. Si tratta solo di dare ad ogni lui o lei la possibilità di determinare in che modo vogliono condurre la propria vita, e di cosa hanno bisogno per essere felici.

Il 25 novembre si è celebrate la “Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne”. Donne e uomini, infatti, sono spesso in una relazione in cui lei è la vittima, e lui il carnefice. Le tue donne sembrano essere onnipotenti, invece: regine che tutto possono…
Sì, proprio come ne “Il Trono di Spade”: (quasi) tutte le volte volta un uomo fallisce, tocca alla donna mettere ordine nel mondo e prendersi cura delle cose davvero importanti, come la conservazione della vita sulla terra.

Tumblr: http://apolloniasaintclair.tumblr.com/

 

Testo di Angela Suriano