Mariella Ghirardani Perlux, cod. 8300 La natura intima della materia

Mariella Ghirardani  Perlux, cod. 8300  La natura intima della materia

Si inaugura il 19 ottobre presso la La galleria AMY D Arte Spazio di Milano la mostra “Perlux, cod. 8300 La natura intima della materia” di Mariella Ghirardani .

La nuova e inedita produzione dell’artista Mariella Ghirardani, allieva dello scultore giapponese Hidetoshi Nagasawa e del critico d’arte Jole De Sanna, nasce da un dono (atto della dona-azione / azione nel dono): il Perlux cod. 8300 con finitura all’acqua, dotato di particolari riflessi, tipici delle perle naturali, che creano giochi di luce , fogli termici di grafene trasparente e graphene copper .
Smart-materials : il segreto celato Mariella Ghirardani opera scientificamente – svelamento delle proprietà – per poi realizzare alchemicamente, allontanandosi dalla sostanza fisica della materia per esplorare l’universo evocativo nelle cose. Il suo è un connubio molto intimo e dialettico che, nel suo caso, non diventa manufatto (merce) ma ALTRO.

Nella scultura fatta pittura di Mariella Ghirardani, la prudente geometria dello spiraglio “non con­tiene l’irruzione del fantasma cognitivo ma l’avvento dell’assenza” nel rapporto tra visibile e invisibile, interiore e interno, arte e natura.
In tal modo l’artista si procura e nello stesso tempo pratica l’allontanamento da ogni incontro, la riduzione del reale al puro ingombro, al meccanico movimento dell’aprire e chiudere la porta.
Aprendo e chiudendo la porta dell’attimo con la non percettibilità di ciò che è interno.
Così le sue opere Oceano luce , Lost horizon , Thermal Release , Graphene –Copper , Minimal blu tutte del 2017, diventano “il risarcimento di un’attesa, nel miraggio di un incontro”.
E dunque, attraverso un vero e proprio rovesciamento dell’approccio scientifico tradizionale e della stessa logica produttiva, il materiale per la Ghirardani non è più solo l’esito di una ricerca finalizzata a migliorare le sue prestazioni tecniche e funzionali, ma è esso stesso “materia d’invenzione”.

Rendere visibili forme non è una necessità per l’artista che, come Luis Buñuel con il disincantato taglio di un occhio nel film surrealista “Un Chien Andalou”, ci mette in guardia dalla potenza e dai limiti dello sguardo. Con un poetico gesto grafico, lo spettatore, accecato, dovrà fare affidamento su altri sensi, o meglio su altre sensazioni per fruire l’immaginario. L’invisibile è la promessa di altro da vedere.

Il progetto espositivo si arricchirà di un testo critico ad opera di Rosella Ghezzi

Mariella Ghirardani
Perlux, cod. 8300
La natura intima della materia
a cura di Anna d’Ambrosio
dal 19/10 al 10/11
AMY D Arte Spazio

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