MOLIN CORVO GALLERY // PARIGI

Sono a Parigi, Rue Bonaparte, incontro nella loro “casa – galleria” Roberta Molin Corvo e Gabriele Dal Dosso, il suo compagno, un artista sui generis. Roberta Molin Corvo crea nel 2012 la sua galleria online, un progetto diverso e dinamico, che la seguirà nel suo ritorno a Parigi nel 2014.Ha un’idea compatta e coerente, una visione “fresca” rispetto alle numerose proposte impolverate che spesso sono presentate.

La Molin Corvo Gallery non è aperta al pubblico, non è su strada, è all’interno di un incantevole appartamento in stile parigino, ideata come uno spazio espositivo aperto solo su appuntamento. All’indirizzo www.molin-corvo.com la galleria offre la possibilità di comprendere la storia di ogni artista nel dettaglio. Roberta si occupa anche di descrivere e raccontare all’interno del sito, con la sua rivista multimediale, il mercato dell’arte, le residenze artistiche e tutto quello che concerne la sua competenza.

Roberta: «Nella Molin Corvo gallery ogni mercoledì c’è un appuntamento, una cena a base di risotto. Gli invitati sono collezionisti, giornalisti, amici, ognuno riceve una mail per scegliere la sua data e in seguito riceve l’invito cartaceo. Gli ospiti sono massimo 10, per avere un ambiente intimo. Durante l’aperitivo presento gli artisti e le opere a chi non li conosce. È un’occasione molto conviviale e spontanea in un contesto informale ed ogni mercoledì è diverso dall’altro. Credo che ogni singolo percorso creativo necessiti una presentazione, un incontro più personalizzato che mi permette di offrire al pubblico una lettura meno “passiva” delle opere. Quando realizziamo le residenze, gli artisti sono presenti in loco e quindi hanno la possibilità di raccontarsi da sé, un valore aggiunto sia per chi è spettatore sia per chi è autore.

La galleria è online, amo la libertà del web, ma puntualmente organizzo delle mostre, che possono durare da due giorni a due settimane, in spazi fisici sempre nuovi, situati in città diverse e partecipo a fiere internazionali per promuovere i miei artisti. Oggi avere uno spazio “tradizionale” può essere limitante perché porta ad adagiarsi. Venendo dal mondo della comunicazione trasporto la mia esperienza sul mio sito, che resta il punto di riferimento permanente, rendendolo più dinamico possibile.

Sono tornata a Parigi, città dove ho già abitato per vent’anni e della quale conosco il mercato e le dinamiche. Trovo che qui il collezionista abbia, in rapporto ai giovani artisti, un atteggiamento più disponibile e curioso il che si tramuta in un ambiente più favorevole al concetto Molin Corvo Gallery.

 

LE PROSSIME MOSTRE DI MOLIN CORVO Gallery:

CESARE CALLEGARI – Parigi solo show – vernissage il 18 marzo 2015

“IF A CRASH TEST DUMMY COULD CHOOSE: 9 VISIONS”

9 Visioni / 9 Interpretazioni: il progetto riguarda la perdita d’importanza della virilità in tempi recenti: mi sono fatto un’idea attraverso la mia esperienza, abbinata al parere medico di uno psicologo e sessuologo, il dottor Raffaele Bifulco, che ha seguito la creazione di ogni scultura ponendola in rapporto con la sua esperienza lavorativa, prendendo spunto dai concetti espressi dai suoi pazienti, ecco perché ogni scultura è dotata di una descrizione medica del tipo di virilità che rappresenta.

La forma comune delle sculture è il risultato di 2 riferimenti:
1. Il film “L’ultima donna” del regista Marco Ferreri (con Gerard Depardieu e
Ornella Muti), nella scena finale in cui Depardieu si taglia il pene, per tagliare via l’origine di tutti i suoi problemi.
2. Il libro “Il nome della rosa” di Umberto Eco. Il personaggio principale del libro sostiene che quando la rosa ha perso la sua bellezza, l’unico ricordo è il suo profumo.

Abbinata a ogni visione ci sarà la descrizione delle opere d’arte, il formato, i materiali e il commento medico.»

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Nelle foto l’opera di Cesare Callegari #4

 

- Kings – Parigi solo show – vernissage il 26 marzo 2015

“BABEL CIRCUS”

KINGS affronta una tematica molto antica, con riferimenti sumeri, ebraici e cristiani, fino alla contemporaneità. In maniera differente ma concettualmente identica l’uomo continua a distruggere tutto, con la sua arroganza, con la sua prepotenza, con la sua avidità.

In mostra, un grande collage dal titolo “BABEL CIRCUS” di cm. 200×200 e una serie di pezzi più piccoli sempre legati al tema, un neon rosso come manifesto della mostra “BABEL CIRCUS”,  sorretto da una struttura in alluminio come un’insegna pubblicitaria, dietro un wallpaper di cm 300×500 che rappresenta il caos.

Due sculture accompagnano la mostra, “INFERNO” e “THE KING IS DEAD”

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www.molin-corvo.com

 

 

Intervista di Ilaria Bochicchio

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