DESIDERIO E CENSURA: questo il binomio che guida la XXVI edizione di Artissima, presentata da Cristina Mossino, Amministratore unico della manifestazione, e Ilaria Bonacossa, direttrice al suo terzo anno di incarico e già riconfermata dal Consiglio Direttivo della Fondazione Torino Musei alla guida della manifestazione per altri due anni, fino al 2021.

Dal 31 ottobre (preview) al 3 novembre, quindi, la Fiera italiana dedicata esclusivamente al contemporaneo sarà accolta dagli ampi spazi dell’Oval di Torino, pronta a battere il record dei 55.000 visitatori dello scorso anno. Punto di riferimento per un pubblico di appassionati e collezionisti, nonché per i professionisti del settore, come emerge dalle parole di Mossino, la sua organizzazione – vincente, come dimostra la sua longevità – ruota essenzialmente attorno a due concetti chiave: persone e opportunità. Da qui nasce il denso palinsesto del 2019, con proposte inedite all’insegna della ricerca e dell’avanguardia, per rispondere agli stimoli delle istanze più interessanti del nostro tempo.

Inoltre, l’attenzione alle pratiche sperimentali, agli artisti emergenti e alle gallerie di ricerca, fanno di Artissima anche per la prossima edizione un punto di riferimento internazionale, con 208 gallerie provenienti da 43 paesi, come sottolinea poi Bonacossa, che spiega il tema di quest’anno, incentrato sulla citata dialettica desiderio-censura: “Il desiderio nasce dal rapporto tra il corpo e la società, tra la realtà vissuta e la realtà immaginata e ambita. Le opere d’arte sono storicamente portatrici di immagini in grado di emancipare ciò che convenzionalmente viene considerato un tabù, grazie al desiderio di sovvertire le regole, rendendo fluidi i confini tra normale ed eccezionale. Il limite tra contenuti permessi e contenuti proibiti è al centro di un dibattito quanto mai attuale che vede l’arte stessa oggetto di censura. Nel mondo digitale e sui principali social network il controllo preventivo, spesso algoritmico, rende di fatto sempre più difficile la diffusione e promozione del nostro patrimonio artistico-culturale. In un tale contesto, il desiderio rimane un momento di rottura, una ‘ligne de fuite’, come dicono Deleuze e Guattari in Mille Piani: un’energia dirompente che riesce a infiltrarsi nelle crepe del sistema per aprire delle visioni laterali inaspettate capaci di mostrare gli spazi aperti al di là dei limiti delle convenzioni.
E l’arte contemporanea rimane uno spazio di incontro vero e fisico tra la persona e le sue aspirazioni”.

L’obiettivo è stimolare, così, una riflessione assolutamente attuale sulle ambizioni e sulle utopie contemporanee, sugli impulsi che plasmano i tempi e sulle prospettive e le narrazioni che li attraversano, sul complesso rapporto che intercorre tra le immagini e il loro controllo nella società contemporanea, apparentemente sempre più libera, ma che altrettanto spesso vede l’ingerenza di un asettico algoritmo nella scelta (e possibilità) dei contenuti da comunicare.

 7 le sezioni di Artissima per il 2019: Main Section, New Entries, Dialogue, Art Spaces & Editions, Present Future, Back to the Future – che festeggia i suoi 10 anni con uno studi dedicato alle carriere degli artisti che hanno preso parte a questa sezione dal 2010 ad oggi – e Disegni.

Si riconfermano poi i 6 premi per artisti e gallerie, assegnati da giurie internazionali: Premio illy Present Future, Premio Sardi per l’Arte Back to the Future, Premio Refresh Irinox, OGR Award, Campari Art Prize e Premio Ettore e Ines Fico, così come il New Entries Fair Fund, volto ad incentivare la partecipazione alla fiera di giovani ‘gallerie del futuro’, che ha selezionato per la prossima edizione la Öktem Aykut di Istanbul con un progetto di Can Altay e Ihsan Oturmak, la Emalin di Londra con un progetto di Athena Papadopoulos e la Vin Vin di Vienna con un progetto di Myles Starr.

Tra i progetti speciali, significativo Hub Middle East che, in collaborazione con Fondazione Torino Musei, intende offrire una ricognizione sulle gallerie, le istituzioni e gli artisti attivi in un’area geografica centrale e interessante come il Medioriente.

Non mancano poi le iniziative digital, tra cui #ArtissimaStories, una serie di interviste a personaggi rilevanti del mondo dell’arte contemporanea, pubblicate a partire da settembre su sito e social della fiera, parallelamente al nuovo format #ArtissimaPills. Fresh news from the art world, pillole video dedicate ai curatori della manifestazione.

Artissima, infine, grazie alla collaborazione con istituzioni pubbliche, musei, fondazioni e gallerie, supera i confini dell’Oval e si estende a tutta la città di Torino, catalizzando i progetti culturali del territorio. Da qui l’innovativo progetto espositivo “Abstract Sex. We don’t have any clothes, only equipments”, incentrato sul tema del desiderio, in linea con il fil rouge di questa edizione: ospitato negli spazi della storica boutique torinese Jana, il percorso espositivo si interroga sulla rilevanza del desiderio nella ricerca artistica e culturale più recente, attraverso video, sculture, opere su tela o carta e oggetti selezionati dalle gallerie che partecipano ad Artissima 2019. Inoltre, in continuità con l’indagine sul suono iniziata lo scorso anno, nasce “Artissima Telephone”, progetto espositivo pensato per gli spazi delle OGR – Officine Grandi Riparazioni, che offre una ricognizione sul telefono, device tra i più diffusi e utilizzati oggi, come mezzo espressivo artistico.

Per il programma completo si rimanda al sito  www.artissima.it

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