Bertel in spalla! Un magico intreccio di tradizione e modernità

Bertel in spalla! Un magico intreccio di tradizione e modernità

Leslie e Cyrielle, sono due giovani artiste originarie dell’isola della Riunione, un pezzo di paradiso dell’arcipelago delle isole Mascarene.

Conosciutesi fra i banchi di scuola, le due ragazze hanno deciso di collaborare a seguito dei loro studi in scenografia e in design del prodotto contribuendo alla fondazione del Progetto KOSA (Projet Kosa), un’iniziativa di un collettivo tutto al femminile di designer associate, che, da una comune passione per la memoria delle proprie origini, ha reinventato un emblematico prodotto dell’artigianato locale dell’isola, la Bertel.

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Il termine bertel deriva dalla deformazione della parola francese bretelle (bretelle). Questa borsa, realizzata con un materiale naturale autoctono, il Pandanus Utilitis Bory, anche detto Vacoa, si fa portatrice delle memorie storiche di una terra lontana e nasconde tra le sue foglie intrecciate un binomio di tradizione e manualità, arricchito del senso di un nuovo dialogo. Uscendo da reali e ideali confini geografici, grazie a Project KOSA, la Bertel si affaccia al mondo con mentalità giovane e fresca, illuminata da una genuina volontà di comunicare. Pur rinnovata, unica e di qualità, si sveste di qualsiasi carattere elitario per parlare con la gente e diventare un manufatto d’uso pratico, tradizionale e moderno.

Che cos’è la Vacoa e come viene utilizzata?
È una pianta vastamente presente nelle Isole Mascarene (Reunion, Mauritius, Rodrigues), con una forma che ricorda quella di un grosso ombrellone, con radici parzialmente aeree. Scientificamente il suo nome è Pandanus Utilis Bory, ma nell’isola della Riunione la chiamiamo Vacoa.
L’uso di questa pianta ha sempre accompagnato la vita domestica degli abitanti locali. Il suo frutto, chiamato pinpin è commestibile dopo la cottura e viene utilizzato per preparare deliziose marmellate; le sue radici si usano per decotti contro l’emicrania e l’avvelenamento, e il cuore del frutto si può mangiare in insalata.
Storicamente le foglie di Vacoa venivano utilizzate per ricoprire i tetti delle case e realizzare dei cesti atti a contenere alimenti, come zucchero, spezie e caffè. L’intrecciatura per creare oggetti di uso quotidiano è considerata la più antica pratica artigianale de la Riunione e per tradizione è principalmente eseguita da donne, denominate Mendareuses (intrecciatrici). La culla di questa pratica si trova in una cittadina nel sud dell’isola della Riunione, Saint Philippe, a causa di un’abbondante presenza di Vacoa.

Il processo completo è molto articolato: prima di tutto bisogna raggiungere le piante di Vacoa, cosa non sempre facile perché spesso in luoghi poco accessibili. Arrampicarsi per coglierne le foglie non è altrettanto semplice. Una volta raccolte, esse vengono pulite dalle spine e messe ad asciugare. Successivamente vengono ammorbidite con dei panni bagnati e tagliate in strisce spesse circa un centimetro. Dopo essere state intrecciate, vengono cucite sui bordi. Gli oggetti tradizionalmente realizzati sono cestini di varie forme e dimensioni (tant e tant kouver) e tappeti (sezi). Manufatto emblematico di questo mestiere resta comunque la Bertel.

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Cosa rimane di questa arte?
La tradizione è stata tramandata localmente di generazione in generazione, con stampo matriarcale. Purtroppo sta svanendo per diverse ragioni: il costo della manodopera e la mancanza di una moderna trasmissione del patrimonio di conoscenze in primo piano. Chi custodisce questa manualità e i suoi segreti inoltre è ormai anziano e i giovani non sono interessati ad apprenderli. Alcune associazioni locali si occupano di conservare la memoria di questo tesoro, ma essa non è parte attiva del sistema educativo.
Una delle esperienze più scioccanti in questo senso l’abbiamo provata personalmente nel mercato di Saint-Paul, uno dei più belli dell’isola della Riunione. Qui si possono trovare i migliori prodotti locali, tra cui i manufatti in Vacoa. Essendo frequentato assiduamente da autoctoni e turisti, e allo scopo principale di essere venduti a questi ultimi, i prodotti etichettati come “tipici” e che dovrebbero pertanto provenire dall’isola, sono invece realizzati in in Madagascar, dove la manodopera costa meno, risultando così totalmente snaturati del loro originale significato e incapaci di essere uno specchio della tradizione e della vita de La Riunione. Per poter sopravvivere su un mercato così competitivo, gli artigiani che lavorano la Vacoa genuinamente sono pertanto obbligati ad abbassare il prezzo dei loro prodotti di qualità.

Come nasce il Progetto KOSA?
Il progetto KOSA nasce da una primitiva ma diffusa coscienza delle problematiche che affliggono la tradizione artigianale de La Riunione. La nostra moderna Bertel viene alla luce grazie alla collaborazione con la Maison de la Tresse a San Filipe, una struttura governativa che impiega intrecciartici professioniste stipendiate.
Il cuore battente del progetto per la realizzazione della Bertel, è l’idea di workshop. Lo stato sociale di questa arte è “basso”, in senso non dispregiativo: è un’arte funzionale, popolare, nata per facilitare la vita di tutti i giorni. Grazie al workshop si tramanda il suo rito: in questo preciso momento e luogo, in cui questa arte viene tramandata e posta in essere, si esprime la nostra volontà di perpetuare la tradizione, rispettandone il carattere popolare di manifattura collettiva. È il nostro mezzo per comunicare genuinamente, senza tradirne il significato. Per KOSA è importante che venga colta l’identità che i nostri prodotti portano con sé.
Con la Maison de la Tresse abbiamo intrecciato i nostri primi prodotti in maniera tradizionale e condiviso il nostro intento di rinnovazione nel design e nel materiale di questi. Abbiamo coltivato un confronto costruttivo e unito le nostre più attuali conoscenze di design del prodotto a quelle locali, riscuotendo interesse ed apertura. Abbiamo inoltre lavorato ad un progetto con dei bambini all’interno di una scuola. Riceviamo inoltre il sostegno dell’IRT (Ile de La Réunion Tourisme), per il quale ci occupiamo di un nuovo design di borse in Vacoa.

Bertel in spalla, allora! Dove pensate di portarla?
Il nostro scopo è quello di fare conoscere questa arte e renderla accessibile a tutti sull’Isola della Riunione, mantenendo la sua trasmissione democraticizzata. Durante i nostri workshop, i partecipanti realizzano le borse in autonomia e “portano a casa” un oggetto fatto con le proprie mani, per usarlo. È un’attività dai fini pratici, creativa e sociale. Unisce le persone. Abbiamo tante idee per la testa, come quella di realizzare una mediateca. Ma soprattutto vorremmo portare la nostra idea di workshop in altri Paesi: in questo caso l’attività si svolgerebbe attorno alla tradizione artigianale e la cultura di quello specifico luogo. Lo scopo è quello di esercitare un’attività di pratica artigianale collettiva, guidata da mani sapienti ma aperta a tutti, con il fine di non perderne la memoria. Comunicare e rinnovarsi, per fare vivere nei nostri giorni un sapere prezioso che altrimenti andrebbe irrimediabilmente perso.

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KOSA è un eccellente esempio del potenziale di cui sono dotate molte giovani menti creative nel rinnovamento di una tradizione. Salvando questo manufatto dall’oblio della memoria locale, KOSA lo ha riportato alla luce ed esposto a quella tutta nuova di un potenziale pubblico, più ampio ed internazionale. Tutto ciò, garantendo fedeltà di significati, contenuti e metodologie, dalla preparazione del materiale alla comunicazione del processo, in un luogo e in un tempo sociale, ora chiamato workshop.
Donando a questo rito una nuova parola, e portandolo al di fuori del suo confine culturale e geografico, esso diventa un’idea che incarna la genuinità di uno scopo – in questo caso un uso pratico, il trasporto – che si rinnova, con nuovi utenti, nuove culture, nuovi tempi, nuovi contesti. E così, è bello immaginare qualcuno che si incammina verso casa dal soleggiato mercato di Saint Paul, trasportando in un cesto di Vacoa riso e frutta; mentre, in una piovosa Parigi, un giovane studente universitario pedala sulla salita per il Sacré-Cœur: musica nelle orecchie e la Bertel che ha realizzato sulle sue spalle, piena di libri, di un pc e di tante nuove idee. Messaggero di un modesto ma rivoluzionario messaggio.

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http://projetkosa.fr