ALBERTO GIACOMETTI di Catherine Grenier è in’incursione nell’intimità creativa di un gigante del Novecento compiuta da una riconosciuta esperta della sua opera attraverso lo studio di documenti d’archivio inediti.

Un carattere irriducibile, paradossale, abitato dal dubbio e renitente a qualsiasi influenza esterna – nonostante l’iniziale fascinazione per i movimenti cubista e surrealista – che segnerà tutta la sua arte e il suo passaggio attraverso le avanguardie. Alberto Giacometti nasce nel 1901 a Borgonovo, un piccolo paese di montagna nella Svizzera italiana, primogenito di quattro figli in un ambiente colto e dai solidi valori familiari: il padre Giovanni, uno dei principali rappresentanti svizzeri del postimpressionismo, amico di Segantini, Cuno Amiet e Ferdinand Hodler, lo avvia giovanissimo all’arte; la madre Annetta, di famiglia benestante con origini antichissime in quella zona dei Grigioni, sarà una figura protettiva e premurosa, fondamentale nel mantenere saldo il legame di solidarietà familiare.

Giacometti manifesta ben presto il suo interesse per le arti plastiche e nel 1922 arriva a Parigi, dove frequenta i corsi di disegno e scultura di Antoine Bourdelle all’Académie de la Grande Chaumière. Le visite al Louvre e soprattutto al Museo etnografico del Trocadéro, insieme alle opere che ha potuto vedere negli atelier di Zadkine e Lipchitz, lo avvicinano a forme alternative di rappresentazione, che spaziano dall’arte africana a quella dell’Oceania e precolombiana, portandolo a emanciparsi dalla rassicurante lezione accademica. Nonostante una fugace adesione al Surrealismo, il suo rifiuto di ogni autorità, scuola o ideologia lo relega a un cammino solitario: l’arte è per lui un mezzo necessario a restituire ciò che vede, in una lotta quotidiana, mentale e fisica, con la creazione. Ed è proprio nell’esercizio tutto particolare dello sguardo che l’uomo e l’artista Giacometti si incontrano: una “testa che guarda” lo definisce Grenier, citando il titolo dell’opera che per prima gli guadagnò l’interesse dei suoi contemporanei. Sedotto dalle arti primitive, nel secondo dopoguerra approda a una stilizzazione della figura umana in cui l’esperienza del modello dal vero si fonde con le forme atemporali dell’antichità, in un incessante e ripetuto tentativo di far convivere spazio e tempo, prossimità e distanza: nasce così una schiera di figure vacillanti e in perenne cammino, che lo consacreranno sulla scena internazionale.
Frutto dello studio di documenti inediti e nuove ricerche d’archivio, il volume ripercorre in modo vivido la biografia umana e artistica di una delle personalità più singolari del XX secolo, senza tralasciare nulla: la frugalità deliberata del suo stile di vita, che ne mina la salute; i numerosi scoppi d’ira, di cui saranno vittime i suoi modelli, a cominciare dal fratello e sodale Diego; le conversazioni appassionate nelle terrazze dei caffè parigini con i più grandi artisti e intellettuali dell’epoca, riuniti in quella che era allora la capitale mondiale della cultura; gli anni di stenti nel minuscolo atelier di rue Hippolyte-Maindron a Montparnasse, sempre lo stesso, anche nell’ora del successo; le amicizie, le speranze, le delusioni e i trionfi (le retrospettive alla Galerie Maeght di Parigi, al Guggenheim di New York, all’Arts Council di Londra e l’incarico di rappresentare la Francia alla Biennale di Venezia del 1956) che ne scaveranno il volto.

Catherine Grenier è direttrice della Fondation Giacometti di Parigi, nella cui veste ha curato importanti retrospettive sull’artista. È autrice di numerosi libri, tra cui Christian Boltanski
(2010), Annette Messager (2012) e Dalí. L’invention de soi (2013).

Catherine Grenier
ALBERTO GIACOMETTI
BIOGRAFIA
ISBN: 978-88-6010-220-1
Anno: 2019
Pagine: 306
Formato: 15,5 X 23 cm
Illustrazioni: 36 bn
Prezzo: 30,00 €

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