Domenica 11 agosto, alle 21.45, il maestro Ezio Bosso fa il suo debutto sul podio areniano per dirigere i Carmina Burana di Carl Orff a coronamento delle serate speciali dell’Arena di Verona Opera Festival 2019.

L’imponente quanto celeberrimo affresco musicale composto da Orff a metà degli anni Trenta del Novecento risuonerà domani per la terza volta all’Arena di Verona, dopo il successo riscosso nei festival 2014 e 2015. Nell’esecuzione di quest’anno, oltre alla bacchetta di Bosso, saranno impegnate le voci soliste del soprano Ruth Iniesta, del controtenore Raffaele Pe e del baritono Mario Cassi, insieme all’Orchestra e al Coro della Fondazione Arena di Verona, preparato da Vito Lombardi, e ai sessanta giovani artisti dei cori di voci bianche A.d’A.MUS, diretto da Marco Tonini, e A.LI.VE, diretto da Paolo Facincani.

Roma, 12 07 2018 Auditorium Parco della Musica. Stagione Estiva: EZIO BOSSO NUOVI MONDI, Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia,
Ezio Bosso direttore
Luigi Piovano violoncello. ©Musacchio&Ianniello

I Carmina Burana, oltre ad essere tra i pezzi più trascinanti ed evocativi del panorama classico, sono conosciuti a livello mondiale – e soprattutto prologo e finale – grazie a cinema e televisione che ne hanno fatto ampio uso. Ed anche il mondo dei concerti rock e pop ne ha attinto in svariate occasioni, come ricorda il M° Bosso proprio in merito alla sua imminente prima volta all’Arena:

«Mi piace debuttare sul magnifico palco areniano e sul suo impegnativo podio con Carmina Burana perché ne condivido, almeno in parte, lo stravagante destino. Opera figlia di un lavoro filologico pioneristico e di un impegno didattico altrettanto pioneristico, ha avuto, sia per puro caso ma anche per puro merito artistico, una storia davvero pop, se è vero che “O Fortuna” è l’incipit di tanti concerti metal, primo fra tutti il mitologico Ozzy, così, nei preconcetti di molti, esso è diventato “opera leggerina”. E così, come i miei fratelli Carmina, io ho fatto studi classici, ho lavorato come musicista solo in orchestre classiche, ho composto solo secondo canone e infine, giunto a concretizzare la mia vocazione primigenia, la direzione, ho diretto solo orchestre di tradizione sul grande repertorio di tradizione, ma dato che ho tanto pubblico, nel fondo per alcuni sono un po’ pop».

Come abbiamo già avuto modo di ricordare, Ezio Bosso è reduce dal successo del programma musicale da lui ideato “Che Storia è la Musica”, trasmesso lo scorso giugno su Rai 3, oltre che dagli incarichi al Teatro Comunale di Bologna e al Teatro Verdi di Trieste, e dal podio di importanti compagini sinfoniche italiane, come l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, ma anche della Europe Philharmonic Orchestra e dell’evento “Grazie Claudio”, per i 5 anni dalla scomparsa del grande direttore, grazie all’Associazione Mozart14 di Alessandra Abbado, di cui è testimonial. Da qui le motivazioni che hanno portato la Sovrintendente Cecilia Gasdia a chiamare proprio Bosso per dirigere i Carmina Burana quest’anno: «È un indiscusso artista, i cui successi sul podio sono sotto gli occhi di tutti, ed è al contempo un grandissimo divulgatore, capace di ampliare il pubblico della classica in uno dei momenti storici più difficili per essa», ha ricordato in conferenza stampa.

Domani, dunque, potremo ascoltare i 24 brani della cantata scenica composta da Orff sugli altrettanti poemi prevalentemente in latino, alcuni in alto tedesco antico ed uno in provenzale, tratti da una raccolta di testi poetici medievali risalenti all’XI e al XII secolo, ritrovati nel monastero bavarese di Benediktbeuern, nei pressi di Bad Tölz in Baviera, e tramandati da un importante manoscritto contenuto in un codice miniato del XIII secolo: il Codex Buranus, da cui deriva il termine “Carmina Burana” introdotto nel 1847 dallo studioso Johann Andreas Schmeller in occasione della loro prima pubblicazione. Canti che ci riportano all’antico come ispirazione per il presente, canti che «da terra, parlando di vita, sapore, amore, fratellanza, portano a toccare il cielo e a guardarlo meglio», ci ricorda Bosso. E noi, sotto le stelle di Verona, siamo quindi invitati dal Maestro a fraternizzare e identificarci con quei Clerici Vagantes che amano la parte sanguigna della vita, «di una vita errabonda, comunitaria e internazionalista prima ancora che il termine nascesse. I Clerici Vagantes siamo noi tutti stasera e insieme celebriamo la vita, la musica e la fortuna!».

Per info e biglietti www.arena.it

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