Diadora celebra un anniversario molto speciale: i 70 anni di attività, e per farlo utilizza l’arte contemporanea e la cultura, realizzando l’esposizione It Plays Something Else.

Nato nel 1948, Diadora oggi è un marchio affermato in tutto il mondo che, oltre ad aver contribuito a scrivere le pagine più belle della storia dello sport, ha fatto di qualità, performance, ricerca e stile i valori chiave delle sue collezioni sport e lifestyle.
L’azienda ha scelto Pitti Immagine Uomo come cornice per presentare It plays Something Else.
Curata da Davide Giannella, la mostra celebra il marchio attraverso la produzione di una serie di opere d’arte e si sviluppa attorno all’idea di velocità come elemento comune ad ognuno degli sport di cui l’azienda è stata protagonista negli ultimi settant’anni grazie alla propria avanguardia stilistica e tecnologica, la manifattura e cura del prodotto made in Italy. L’esibizione coinvolge una serie di artisti capaci di interpretare diversi linguaggi espressivi quali il design, la fotografia, la musica, le immagini in movimento e la scultura. I nomi coinvolti, tutti riconosciuti da parte di critica e pubblico sono: Ducati Monroe (Diego Perrone e Andrea Sala), Maisie Cousins, Gabber Eleganza, Invernomuto e Patrick Tuttofuoco.

“L’arte è un’eccellenza che ci ha reso famosi in tutto il mondo ed è il mezzo che abbiamo ritenuto più adatto a celebrare un momento così importante per Diadora, che è parte rilevante dello stile, della qualità e del saper fare italiano” – ha commentato Enrico Moretti Polegato, Presidente e Amministratore Delegato di Diadora. “Pitti Uomo – ha aggiunto l’imprenditore – è la cornice ideale
per questo evento, essendo l’attori, una squadra variegata e composta da ruoli, energie e competenze differenti accomunate
da un certo senso per la ricerca, l’estro, la sperimentazione e il gusto”.

Gli artisti coinvolti , Ducati Monroe (Diego Perrone e Andrea Sala), Maisie Cousins, Gabber Eleganza, Invernomuto e Patrick Tuttofuoco , lavorando su linguaggi espressivi differenti rappresentano una molteplicità di punti di vista e approcci che sintetizzano la complessità e le infinite sfaccettature del mondo contemporaneo. Battitori liberi per antonomasia, ognuno un campione all’interno del proprio ambito linguistico. Relazionandosi col mondo dello sport, e interpretando il tema della velocità, giocano una partita totalmente inedita e fuori dagli schemi, su un terreno per molti versi a loro sconosciuto e, proprio per questo, avvincente come una finale.

L’esibizione, nella sua struttura, segue quindi questi presupposti: concepita come un lavoro unitario, il lavoro di una squadra in cui ognuno svolge il proprio ruolo in relazione con gli altri giocatori, si presenta nel complesso come un campo aperto da attraversare e percorrere seguendo più direzioni, offrendo al pubblico la possibilità di interpretare ed impostare a proprio modo la visione della gara.
Altrettanto fondamentale, a sostegno del lavoro degli artisti, è il ruolo da mecenate sostenuto da Diadora. Parte integrante della  squadra, l’azienda – e soprattutto tutte le persone che la compongono – è stata a sua volta capace di affrontare una nuova sfida, andando oltre le proprie abitudini produttive ponendosi per la prima volta in diretta relazione con il mondo dell’arte contemporanea. Aprendo, ancora una volta, a nuove ed imprevedibili giocate.

LE OPERE
Ducati Monroe ‘’Belvedere’’
Una serie di sculture in ferro che dietro a delle sembianze ferine nascondo gli aspetti funzionali tipici del design. Animali bizzarri legati alla tradizionale iconografia medievale delle creature magiche dotate di poteri superiori, che richiamano la complessità di Diadora e dei suoi valori – dall’artigianalità all’innovazione al DNA sportivo – tratti distintivi della sua unicità. Ogni Belvedere grazie alla sua specifica forma può essere anche utilizzato come espositore o contenitore di calzature.

Maisie Cousins Untitled #1, #2, #3
Tre immagini di grande formato che raccontano la complessa relazione tra corpo e sport.
Lavorando sui modelli estetici dominanti che hanno abituato il nostro sguardo alla percezione dimfigure perfette e invincibili, Maisie Cousins ribalta questa consuetudine offrendo una visione contrastante con i canoni estetici dominanti nella narrazione sportiva.

Gabber Eleganza Ultratempo
Gabber Eleganza ha costruito un ambiente sonoro (che comprende e intreccia tutta la mostra) partendo dal campionamento di diversi suoni prodotti in ambito sportivo, sui campi da gioco, come sugli spalti. Una sintesi sonora della fatica fisica come delle energie positive e degli entusiasmi generati dallo sport. Una celebrazione del gesto sportivo e della passione che da sempre è al centro del brand  Diadora.

Invernomuto ‘’Prospectives on Archive: Diadora’’
Attraverso un attento e approfondito lavoro di ricerca sugli archivi di Diadora e su i campioni sponsorizzati dallo stesso brand, Invernomuto ha realizzato un’opera video che ricostruisce il passato del marchio ponendolo in una nuova e contemporanea prospettiva. Ognuna delle tre strutture realizzate da Invernomuto è realizzata attraverso la giustapposizione dei moduli
rettangolari che compongono un campo da tennis.

Patrick Tuttofuoco ‘’Manovia’’
Prendendo spunto dalla manovia – la linea di produzione artigianale riaperta da Diadora nel 2015 – Patrick Tuttofuoco inverte il tema della velocità valorizzandone l’opposto, ovvero la lentezza. La scultura in marmo realizzata dall’artista milanese pone l’accento sull’importanza dell’apporto fisico ed umano nella produzione contemporanea, e sulla meticolosità che caratterizzata le lavorazioni
all’interno della manovia, come questo possa essere strumento di una produttività più attenta e curata, volta alla qualità piuttosto che alla quantità, in termini industriali quanto sociali ed individuali.

It Plays Something Else
LOCATION: Stazione Leopolda – Viale Fratelli Rosselli 5 , Firenze
ORARI APERTURA AL PUBBLICO: 9-10 gennaio 2019 ore 11.00 – 19.00 – free admission
CURATORE: Davide Giannella
ARTISTI: Ducati Monroe (Diego Perrone e Andrea Sala), Maisie Cousins, Gabber Eleganza,
Invernomuto e Patrick Tuttofuoco.

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