Nella mostra “Dopo Caravaggio: il Seicento Napoletano nelle collezioni di Palazzo Pretorio e della Fondazione De Vito” che si svolgerà fino al 13 aprile nelle sale espositive di Palazzo Pretorio di Prato, sarà possibile ammirare e comprendere l’enorme influenza che ebbe l’arte caravaggesca sui pittori napoletani del Seicento.

Riuscendo a comprendere la genialità e l’innovazione della componente naturalistica del Maestro lombardo, quest’ultimi realizzarono opere sensazionali, permeate di quel chiaroscuro emozionale tanto caro al Caravaggio, cariche di significati iconografici e tematici che in qualche modo sembrano anticipare le forme e i principi della nascente corrente barocca.

Alla sua morte, avvenuta nel 1610, il grande pittore lombardo Michelangelo Merisi, più noto come “Il Caravaggio”, lasciò dietro di sé una grandissima eredità pittorica che venne raccolta, studiata e reinterpretata da svariati pittori tra Italia e Spagna.

La mostra scaturisce dalla volontà di mettere in contatto alcuni dei capolavori presenti nella Fondazione de Vito, fondata nel 2011 dall’ingegner Giuseppe De Vito con lo scopo di studiare, restaurare e ridare nuova voce alle opere pittoriche del Seicento partenopeo, con opere seicentesche già presenti nella ricca collezione di Palazzo Pretorio. Un dialogo caratterizzato dalla comune volontà di trasmettere ai visitatori un ulteriore punto di vista sui cosiddetti “Caravaggeschi”, ed in particolare sull’importanza che lo stile di grandi pittori come Battistello Caracciolo, Mattia Preti, Nicola Malinconico e Ribera ebbe sui propri contemporanei e in particolare in ambito partenopeo.

Nella mostra, curata da Rita Iacopino e Nadia Bastogi, vengono presentate diverse opere inedite prestate dalla Fondazione De Vito, poste in stretto contatto con i dipinti già presenti nella collezione di Palazzo Pretorio, grazie alle quali è possibile ricostruire una linea cronologica, stilistica e tematica riguardante gli influssi del naturalismo caravaggesco sugli artisti napoletani, con la naturale conclusione nell’imporsi del linguaggio barocco della seconda metà del secolo.

La mostra quindi non vuole essere soltanto un’esposizione sulla pittura napoletana del Seicento, ma al centro dell’idea progettuale vi è anche la volontà di far emergere il tema del collezionismo nel quale, una raccolta privata, come quella della Fondazione de Vito, si inserisce in maniera funzionale all’interno di una collezione pubblica come quella di Palazzo Pretorio, in una riuscitissima esposizione.

Per quanto composta da un numero non elevato di dipinti, la mostra risulta essere molto rigorosa, esaustiva e di forte portata didattica; grazie al percorso scelto dalle curatrici e attraverso la presentazione di opere cardine del Seicento, è possibile rendersi conto di come si sia ampiamente diffusa una nuova maniera di dipingere densa di emotività e molto attenta alla componente iconografica.

Alcune opere presenti, come il “Noli Me Tangere” (1618) di Battistello Caracciolo, impregnato di grande teatralità e di “sacralità profana” o la splendida tela di Mattia Preti “Il Ripudio di Agar”(1635-40 ca), fanno emergere la loro vicinanza alla pittura di Caravaggio pur facendosi già portatori di una nuova forza espressiva che prende le distanze dal maestro lombardo. Altre opere prestate per l’occasione dalla Fondazione, come il delicato ritratto di “Giovane che annusa una rosa” del Maestro dell’Annuncio ai Pastori (pittore ancora anonimo) o il dipinto del volto in ombra del “Sant’Antonio Abate” di Ribera, si inseriscono perfettamente nel racconto della mostra e, confermano la grandezza di questi pittori partenopei.

Non perdetevi dunque l’occasione di visitare questa interessantissima mostra che vi permetterà di conoscere e di capire ancor di più l’immensa portata dell’arte Caravaggesca a Napoli e di come, da questa città, partirono alcune delle esperienze più importanti della pittura del nostro Paese che ebbero grande fortuna anche nel resto d’Europa.

DOPO CARAVAGGIO.
IL SEICENTO NAPOLETANO NELLE COLLEZIONI DI PALAZZO PRETORIO E DELLA FONDAZIONE DE VITO.
Palazzo Pretorio, Prato (FI)
dal 14 dicembre al 13 aprile
Info su orari e prenotazioni: http://www.palazzopretorio.prato.it/it/

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