Fino a gennaio alla Tate Modern la mostra di Anni Albers

Fino a gennaio alla Tate Modern la mostra di Anni Albers

Proseguirà fino al 27 gennaio 2019 alla Tate Modern la prima grande retrospettiva in terra britannica dedicata al lavoro dell’artista tessile Anni Albers (1899-1994).

Eclat 1974, silkscreen on woven fabric, The Josef and Anni Albers Foundation, Bethany CT

La mostra riunisce le sue opere più importanti dalle collezioni europee e americane, molte delle quali saranno esposte per la prima volta nel Regno Unito, a sottolineare la rilevanza artistica di Anni Albers. In vista del centenario della nascita del Bauhaus (che ricorrerà nel 2019), la mostra Anni Albers è un riconoscimento a lungo atteso del fondamentale contributo dell’artista all’arte e al design moderni, e parte del più ampio impegno della Tate Modern nel mostrare artisti del settore tessile.

Anni Albers riuscì a combinare l’antica arte della tessitura a mano con il linguaggio dell’arte moderna, trovando nel mezzo molte possibilità di espressione della vita moderna. Con oltre 350 oggetti esposti, tra cui bellissimi studi su piccola scala, grandi arazzi, gioielli realizzati con oggetti di uso quotidiano e tessuti progettati per la produzione di massa, la mostra si propone di esplorare le numerose sfaccettature della pratica di Albers – una sorta di intersezione tra arte e artigianato, tessitura a mano e produzione meccanizzata, antico e moderno. Albers s’interessò a lungo alla relazione tra tessile e architettura, e la mostra servirà a mettere in mostra i suoi meno celebri lavori su commissione in questo settore. La progettazione della mostra prenderà ispirazione dagli stessi scritti dell’artista, tra cui il saggio seminale The Pliable Plane: Textiles in Architecture (1957), nel quale Albers promuove « una nuova comprensione tra l’architetto e l’inventivo tessitore ».

Nata a Berlino al volgere del secolo, Annelise Else Frieda Fleischmann arriva come studentessa al Bauhaus nel 1922. Lì ha la possibilità d’incontrare non solo il suo futuro marito Joseph Albers, ma anche altre figure chiave del modernismo, tra cui Vassily Kandinsky e Paul Klee. Nonostante il Bauhaus aspirasse alla parità tra i sessi, le donne venivano comunque scoraggiate all’apprendimento di alcune materie, inclusa la pittura. Albers inizia quindi a tessere di default, ma è proprio nel settore tessile che trova il suo mezzo espressivo, dedicando così gran parte della sua carriera alla tessitura. La mostra esplorerà come lì, nel vivace laboratorio di tessitura della scuola, la tradizionale tessitura a mano fu reinventata in chiave moderna.

Con l’arrivo del Nazismo e la chiusura del Bauhaus, Albers lascia la Germania nel 1933 per raggiungere gli Stati Uniti, dove ha modo d’insegnare in un’altra scuola altrettanto sperimentale, il Black Mountain College, per oltre 15 anni. Da lì Albers parte per numerosi viaggi in Messico, Cile e Perù, collezionando artefatti, impregnandosi così di quell’antica cultura che influenzò fortemente la sua carriera. La mostra prederà in esame l’incredibile corpo di opere d’arte tessute e conosciute come « tessiture pittoriche », ispirate dai suoi numerosi viaggi in America centrale e latina, comprese opere su larga scala quali Ancient Writing (1936) e With Verticals (1946). I visitatori potranno immergersi nei metodi creativi di Albers, che mostrano come lei stessa abbia rimosso degli articoli dalla sua collezione di tessuti andini per determinare la struttura del tessuto. Oltre ai lavori di Albers, la mostra includerà esempi di tessuti provenienti da tutto il mondo che hanno alimentato il suo modo di pensare e di elaborare.

Negli anni 50 Albers si trasferisce a New Haven, nel Connecticut, in seguito alla nomina del marito al Dipartimento di Design dell’Università di Yale. La mostra sarà l’occasione per esplorare i testi che Albers pubblica in questi anni – On Designing (1959) e On Weaving (1965) – nei quali lei stessa riflette sulla storia della tessitura in quanto fenomeno globale, che, seppur datando migliaia di anni, è comunque tipicamente moderno. Sia nei suoi lavori che nei suoi scritti, Albers presenta una geografia vastamente espansa dell’arte moderna, attingendo da fonti dall’Africa, dall’Asia e dalle Americhe. Nei suoi ultimi anni Albers si dedica anche all’incisione, traducendo le sue idee in forma bidimensionale. Grazie ai notevoli prestiti della Joseph & Albers Foundation, la mostra includerà molti di questi ultimi lavori, rivelando il suo costante sviluppo come artista astratta estremamente originale, la cui influenza duratura continua ad ispirare nuove generazioni di artisti e designer in tutto il mondo.

Anni Albers è organizzata dalla Tate Modern e dalla Stiftung Kunstsammlung Nordrhein-Westfalen (Düsseldorf). La mostra è curata da Ann Coxon (Curatore di Arte Internazionale presso la Tate Modern) e dal Professor Briony Fer (University College London) con Priyesh Mistry (Assistente Curatore di Arte Internazionale presso la Tate Modern), Maria Müller-Schareck (Curatore alla Stiftung Kunstsammlung Nordrhein-Westfalen) e Linda Walther (Assistente Curatore presso la Stiftung Kunstsammlung Nordrhein-Westfalen). La mostra sarà accompagnata da un catalogo d’esposizione che include nuove ricerche sul lavoro di Albers. I visitatori sono invitati ad esaminare anche le opere tessili di altri artisti, tra cui Lenore Tawney, Olga de Amaral e Sheila Hicks, parte della mostra Beyond Craft (dalla collezione permanente e gratuita della Tate Modern), in mostra nel Boiler House fino a Dicembre 2018.

ANNI ALBERS
Tate Modern
Fino al 27 GENNAIO 2019