Architetto, designer, art director, scrittore, poeta, critico: Gio Ponti è stato un artista a 360 gradi che ha attraversato quasi integralmente il XX secolo, segnandone profondamente il gusto e anticipando molti temi dell’architettura contemporanea. A quarant’anni dalla scomparsa, il MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo dedica a questa figura d’eccezione  una grande retrospettiva che ne studia e ne comunica, a partire dal racconto della sua architettura, la poliedrica attività.

Architetto, designer, art director, scrittore, poeta, critico, artista integrale a 360 gradi, Gio Ponti è stato oggetto di una letteratura storico-critica e di una produzione espositiva difficili da eguagliare. Dal disegno di oggetti d’uso quotidiano all’invenzione di soluzioni spaziali per la casa moderna, alla realizzazione di progetti complessi calati nel contesto urbano, come i grattacielo Pirelli a Milano o la cattedrale di Taranto, la progettualità di Ponti si caratterizza proprio per il passaggio disinvolto di scala in scala. In mostra, materiali archivistici, modelli, fotografie, libri, riviste, e oggetti che permettono di scoprire un protagonista eccellente della produzione italiana di architettura, il cui lavoro ha lasciato tracce importanti in diversi continenti.

La mostra GIO PONTI. Amare l’architettura, è curata da Maristella Casciato e Fulvio Irace con Margherita Guccione, Salvatore Licitra, Francesca Zanella ed è realizzata dal MAXXI in collaborazione con CSAC – Centro studi e archivio della comunicazione dell’Università di Parma e Gio Ponti Archives.

GIO PONTI. Amare l’architettura
a cura di Maristella Casciato e Fulvio Irace
con Margherita Guccione, Salvatore Licitra, Francesca Zanella
27 novembre 2019 – 13 aprile  2020
Maxxi – Roma 

Gio Ponti. Amare l’architettura

 

foto: Gio Ponti, Casa al Quartiere Harar Dessié, Milano 1950-55 © Gio Ponti Archives

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