In quella che fino a oggi è la sua mostra più prestigiosa, la Fondation Beyeler espone i dipinti e le sculture giovanili di Picasso del cosiddetto periodo blu e rosa che si protrasse dal 1901 al 1906.

Pablo Picasso, Acrobate et jeune arlequin, 1905 gouache sur carton, 105 x 76 cm, collection privée © Succession Picasso / 2018, ProLitteris, Zurich

È la prima volta che in Europa vengono presentati in una tale concentrazione e qualità i capolavori di questa importantissima fase, tutti ritenuti pietre miliari sulla strada che portò Pablo Picasso a diventare l’artista più famoso del XX secolo. I quadri di questa stagione creativa si iscrivono tra i più mirabili ed affascinanti delle avanguardie novecentesche, e con ogni probabilità non si riuscirà più a vederne così tanti in un solo posto nello stesso momento.
Appena ventenne l’emergente genio dell’arte Pablo Picasso (1881–1973) intraprende la ricerca di nuovi motivi e di nuove forme espressive, ricerca che presto conduce a perfezione. In rapida successione cambiano gli stili e i mondi figurali – le «rivoluzioni» artistiche si susseguono a ritmo serrato.

La mostra si focalizza sul periodo blu e rosa e quindi sui sei anni di attività artistica del giovane Picasso considerati cruciali per la sua produzione. Essa inoltre apre uno scorcio sulla nascita del cubismo intorno al 1907, un evento di portata epocale che si innesta sulle altissime prove precedenti.

La mostra si riallaccia alla collezione propria della Fondation Beyeler, la cui opera picassiana più precoce è un significativo studio preparatorio alle Demoiselles d’Avignon, risalente proprio al 1907.
L’esposizione dal taglio cronologico guarda agli esordi della carriera di Picasso attraverso la lente privilegiata della figura umana. L’artista, che si muove tra Barcellona e Parigi, affronta ripetutamente e ostinatamente la rappresentazione di questo soggetto. A partire dal 1901, nella fase dominata dal colore blu, Picasso indaga la miseria e gli abissi emotivi dei reietti della società.

Poi, stabilitosi a Parigi nel 1905, nel cosiddetto periodo rosa conferisce dignità artistica alle speranze e agli aneliti dei personaggi circensi – saltimbanchi,
acrobati e arlecchini.

Alla ricerca di una nuova autenticità in arte, verso la metà del 1906 Picasso trascorre
parecchie settimane nel villaggio di Gósol, nei Pirenei spagnoli, dove crea numerosi dipinti e sculture in cui convergono canoni corporei sia arcaici sia classici. Nel progressivo deformarsi e scomporsi della figura, visibile specialmente nelle raffigurazioni «primitivistiche», soprattutto di nudi femminili, eseguite dopo il ritorno a Parigi, si annuncia infine il linguaggio cubista che si svilupperà a partire dal 1907.
Negli incantevoli e toccanti lavori del periodo blu e rosa, compiuti in Spagna e in Francia, il giovane quanto ambizioso artista realizza opere di valenza espressiva universale. Temi esistenziali assoluti quali la vita, l’amore, la sessualità, il destino e la morte si incarnano in giovani donne e uomini di delicata bellezza, ma anche in fanciulli o in vecchi segnati dall’esistenza, che recano in sé emozioni intense – felicità e gioia non meno che solitudine e melanconia.

La grande mostra raccoglie circa 80 dipinti e sculture solo raramente concessi in prestito e provenienti dai maggiori musei in Europa, negli USA, in Canada, Russia, Cina e Giappone. I capolavori, tra i più conosciuti al mondo, giungono da istituzioni prestigiose come il Musée national Picasso di Parigi, il Metropolitan Museum of Art di New York, la Tate di Londra, la National Gallery di Washington, D. C., il Pushkin State
Museum of Fine Arts di Mosca, il National Museum of Art di Osaka, il Centre Pompidou e il Musée de l’Orangerie di Parigi, il Museu Picasso di Barcelona, il Centro de Arte Reina Sofía di Madrid, la Art Gallery of Ontario di Toronto e molti altri. Numerose opere appartengono a importanti collezioni private e in parte sono nuovamente offerti allo sguardo del pubblico per la prima volta dopo svariati decenni.

Il progetto espositivo, che ha richiesto diversi anni di preparazione, è finora il più impegnativo e costoso nella storia della Fondation Beyeler e rappresenterà indubbiamente uno degli eventi culturali di punta del 2019 a livello europeo.
Tutte quante le opere in arrivo calamitano l’attenzione del pubblico già nei loro
musei d’origine.

La rassegna nasce in cooperazione con il Musée national Picasso e il Musée d’Orsay di
Parigi, dove in forma modificata farà tappa per primo.

La curatela della mostra alla Fondation Beyeler è affidata al Dr. Raphaël Bouvier, curatore presso la Fondation Beyeler.

Il giovane PICASSO – Periodo blu e rosa
3 febbraio – 26 maggio 2019
Fondation Beyeler, Beyeler Museum
AG, Baselstrasse 77, CH-4125 Riehen

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