Ancora per una decina di giorni è possibile visitare la personale di Francesca Finotti “It is not an easy path”, a cura di Jessica Bianchera, accolta a Spazio Bedeschi Artist Residency Art Gallery a Verona fino al 22 agosto.

La mostra è frutto di una residenza della giovane artista, classe 1993, presso lo studio dell’artista e collezionista Manuela Bedeschi, finalizzata alla realizzazione di un’installazione site specific all’Antica Dogana di Fiume ai Filippini durante la 6^ edizione di Bridge Film Festival del luglio scorso. Spazio Bedeschi, messo a disposizione per altri artisti al fine di stimolare una proficua circolazione di idee, progetti, ricerche sul territorio veronese, si è rivelato quindi congeniale per la Finotti, selezionata tramite una call dell’Associazione Culturale Urbs Picta, realtà nata nel 2016 e attiva nella promozione e organizzazione di progetti culturali per favorire la conoscenza e la fruizione consapevole dell’arte contemporanea. Ne è risultato quindi un percorso espositivo pensato più come un open studio che come una mostra in galleria, le cui coordinate interpretative ci vengono direttamente dai versi dell’artista stessa: «It is not an easy path, nothing will be the same again. Let’s take the responsibility for a difficult choice, leaving room for the unexpected such a strange smell, an unknown voice or a vision in a dream».

Se quindi, da un lato, la personale è un’occasione di approfondimento sul lavoro di Francesca Finotti, dall’altro stimola una riflessione su temi cari all’artista, come il rapporto tra organico e inorganico, l’opacità della visione, l’alterazione della percezione, il rapporto delle opere con lo spazio. In mostra, oltre all’installazione Untitled in vetro, ferro, alluminio e olio di cocco, realizzata quest’anno per il Bridge Film Festival, migrata e riadattata per la nuova collocazione – progetto concettualmente vicino al tema del flusso temporale come attesa e sospensione, e dispositivo di visione dove l’approccio retinico è compromesso e la percezione avviene attraverso altri sensi, come l’olfatto -, troviamo un lavoro inedito ideato in collaborazione con Urbs Picta e una selezione di sculture, fotografie e video, frutto della ricerca più recente dell’artista.

«Quando penso a una mostra (mia o di altri) – spiega Finotti – immagino sempre una sorta di percorso esperienziale, non un luogo in cui sono incluse delle opere, ma un corpo in cui ogni lavoro è un organo fondamentale, una nuova tappa di un percorso. Mi piace molto il concetto di “Holzweg” di Heidegger, inteso come “sentiero che si interrompe nel bosco”, quindi un percorso che include una parte di tracciato segnalato, sicuro, ma che poi porta a qualcosa che non possiamo conoscere e lì dobbiamo compiere una scelta. È un po’ come una mostra, o meglio, quello che mi piacerebbe fosse: uno spazio in cui si compie la scelta di entrare sapendo solo in parte a cosa si va incontro, ma ignorando come se ne uscirà. “It is not an easy path” (non è un sentiero semplice) comunica un pensiero che non ha nulla di concettualmente articolato, è anzi un’idea molto basilare, è qualcosa di quotidiano, è la pura e semplice verità, niente di speciale, solo la vita di tutti i giorni: è una passeggiata nel bosco».

Francesca Finotti, nata a Verona nel 1993, ha studiato presso l’Accademia di Belle Arti di Verona per poi trasferirsi a Milano presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Dopo aver abbandonato la pittura dei primi anni, dedica la propria ricerca a un’arte dell’effimero e del transitorio, indagando le possibilità di una percezione non più esclusivamente retinica ma da avvertire con i sensi. Al centro del suo lavoro si avverte inoltre una forte consapevolezza dello scorrere del tempo, delle percezioni amplificate e la volontà di prendersi cura delle proprie opere come materia viva. Tra i progetti più recenti: Cryonics project, or how to think about us above the absolute zero (2018-2019), dove rende l’olio di cocco dimora per bulbi e rizomi e permette loro di vivere e crescere all’interno della scultura, At the end of the day, honey and milk, Xanadien Dreams e Testamento biologico. 

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