Alla 58. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, il padiglione belga ha conquistato la menziona speciale da parte della giuria.  L’esposizione si intitola MONDO CANE ed è un progetto degli artisti Jos de Gruyter e Harald Thys, a cura di Anne-Claire Schmitz.

Il progetto è stato selezionato e annunciato nel luglio 2018 da Alda Greoli, ministro della Cultura della Fédération Wallonie-Bruxelles, e ritrae una società ripiegata su se stessa, in cui la tradizione si erige come una sorta di rifugio.

La mostra MONDO CANE si presenta come un museo folcloristico locale che mette in scena la figura umana. Gli abitanti del padiglione sono silenziosi, pallidi e impauriti. Sono conchiglie estetizzate, incastrate in un ciclo di attività formali che il visitatore percepisce come insolito e avulso dalla realtà contemporanea.

La mostra contiene una ventina di bambole, per lo più automatizzate, una serie di grandi disegni di scene pastorali, e sbarre d’acciaio che bloccano l’accesso alle nicchie laterali del padiglione. Al centro dell’edificio vi sono artigiani – come un calzolaio, uno scalpellino, un filatore…- che svolgono coscienziosamente i rispettivi mestieri. Gli spazi laterali del padiglione sono un mondo parallelo popolato da teppisti, zombie, poeti, psicotici, folli ed emarginati. Questi due mondi coesistono nello stesso spazio, ma sembrano completamente inconsapevoli l’uno dell’altro. I gesti delle bambole sono meccanici e goffi. I suoni e i movimenti si alternano e vengono attivati dalla presenza dei visitatori attraverso un rilevatore di movimento all’ingresso.

Lo spazio è impregnato di suoni di canzoni, grida lamentose e lavoro. Le teste delle bambole sono modellate sia su personaggi fittizi, che sono già apparsi nell’opera di Jos de Gruyter e Harald Thys, sia su persone reali. Si entra nel padiglione come in un paese delle meraviglie: pieno di bellezza e bruttezza. Seguendo un’antica una tradizione, lo spettatore si lascia attrarre dalla promessa di vedere meraviglie a una mostra: “Uno spettacolo
che merita l’attenzione di grandi e piccini!” Il padiglione belga offre una vera e propria passeggiata, simile a un’esperienza turistica o antropologica, reminiscenza di un’antica Europa.

‘Mondo cane’ è un’espressione italiana che ha assunto una connotazione molto particolare dopo l’uscita nel 1962 di un film eponimo di straordinaria popolarità. Il film, che documenta una serie di pratiche culturali provenienti da tutto il mondo, ha dato vita a un genere – i mondo movie – la cui caratteristica distintiva è un approccio pseudo-documentario che si concentra sull’effetto sensazionale e lo privilegia a scapito dei
contenuti.
Jos de Gruyter e Harald Thys hanno l’abitudine di distillare finzioni da una realtà a volte “troppo reale”.
Entrambi ammettono volentieri di sentirsi attratti dallo stato psicotico delle società contemporanee, uno stato che temono e al tempo stesso trasmettono attraverso le loro creazioni. MONDO CANE, che cattura i visitatori con il suo realismo sfasato, è in tutti i sensi una prosecuzione di questa pratica. Senza mai cadere nel cinismo o nel moralismo, gli artisti trasformano, con abilità e arguzia, quel che assomiglia alla paura o a uno stato latente in qualcosa di voluto, critico, che va al di là dello status quo.

La mostra si articola ulteriormente attraverso una pubblicazione e un sito web. La pubblicazione MONDO CANE consiste in una raccolta di articoli che illustrano una varietà di fatti ed eventi del mondo intorno a noi. Ogni articolo contiene un testo descrittivo – che appare a caso in olandese, inglese, francese, tedesco e italiano – e una o più illustrazioni. Il tono adottato per gli articoli e i disegni è informativo, non spettacolare e monotono. Il sito web mondocane.net è uno spazio aggiuntivo e artistico in cui le idee della mostra possono dispiegarsi e venire esplorate, e consente ai visitatori di navigare in modo casuale attraverso centinaia di video selezionati dagli artisti.


GLI ARTISTI E LA CURATRICE
Per oltre trent’anni, gli artisti Jos de Gruyter e Harald Thys hanno creato un corpus di opere di un rigore e una coerenza rari. La loro collaborazione ha dato vita a un linguaggio veramente singolare che, in una cultura dell’immagine densa come quella odierna, si distingue non solo per la sua tonalità ma anche per la sua sconcertante insistenza e normalità. Jos de Gruyter e Harald Thys creano insieme film, disegni, dipinti, fotografie e sculture in cui troviamo personaggi, oggetti e spazi che sono contemporaneamente ultra identificabili e non autoritari. Il comportamento umano osservato nel loro lavoro nasce dalle pressioni sociali e psicologiche esercitate dal mondo reale. I due artisti dichiarano senza falsi pudori che l’unica comunicazione possibile nel loro lavoro è binaria e stereotipata. L’anonimato che ne emerge è quello di una realtà residuale.
L’autorità circostante è tanto trasparente quanto vuota. La società è sorda, ripetitiva e fastidiosa. Jos de Gruyter (nato nel 1965) e Harald Thys (nato nel 1966) vivono a Bruxelles. La curatrice Anne-Claire Schmitz è la direttrice de La Loge, spazio dedicato all’arte contemporanea, all’architettura e alla teoria, a Bruxelles. Accanto al suo lavoro a La Loge, ha curato mostre come Les Bons Sentiments al 19° Premio della Fondation d’Entreprise Ricard (2017) a Parigi; Individual Stories – Collecting as Portrait and Methodology, alla Kunsthalle di Vienna (2015); è stata corrispondente per il Belgio nel progetto Europe Europe avviato da Thomas Boutoux, Gunnar B. Kvaran e Hans-Ulrich Obrist all’Astrup Fearnley Museet di Oslo (2014). Prima de La Loge, Anne-Claire Schmitz è stata curatrice del Witte de With, Centre for Contemporary Art, a Rotterdam. Nel 2012, WIELS l’ha invitata a ideare, con Elena Filipovic, la mostra Un-Scene II. Oltre alla sua attività di curatrice di mostre, è occasionalmente impegnata nell’insegnamento, partecipa a giurie e comitati di selezione e redige testi. La sua collaborazione con Jos de Gruyter & Harald Thys in occasione della 58.

Voto di Hestetika:  7,15

Padiglione del Belgio
Giardini, Venezia

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