Il Montenegro partecipa all’Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia per la sesta volta dal rinnovo della sua indipendenza.

Nel 2009, c’era Miodrag Dado Đurić con The Zorzi Elegies; nel 2011 Marina Abramović con The Fridge Factory e Clear Waters e gli artisti Natalija Vujošević e Ilija Šoškić; nel 2013 Irena Lagator Pejović con il progetto Image Think; nel 2015 Aleksandar Đuravčević con Ti ricordi / Sjećaš li se / You Remember; mentre nel 2017 Ivana Radovanović e Adin Rastoder hanno presentato Man / Uomo / Human.

Quest’anno il Montenegro è rappresentato da Vesko Gagović e dal suo progetto Odiseja / An Odyssey / Un’odissea, mentre il padiglione montenegrino è situato in Palazzo Malipiero, nelle immediate vicinanze di Palazzo Grassi.
Lo sponsor della partecipazione montenegrina alla 58. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia è il Ministero della Cultura, la produzione è del Centro di Arte Contemporanea del Montenegro, con Nenad Šoškić come commissario e storica d’arte Petrica Duletić come curatrice della mostra.

Domande sull’origine del mondo e il destino dell’universo suscitano l’interesse di un enorme numero di persone. L’età in cui viviamo è un grande crocevia per la nostra civiltà, chissà anche per la nostra specie. Sia quel che sia, il nostro destino è inestricabilmente legato alla scienza. L’artista Vesko Gagović riconcilia la visione ed il visto con l’esperienza della realtà. Non si occupa degli stimoli sostanziali offerti dalla realtà ma, ritrattandosi verso la forma, la usa per esaminare i valori ontologici dell’arte. Uguagliando la contemplazione estetica all’impostazione stessa dell’oggetto, Gagović procede a scegliere le forme in base alla loro manifestazione morfologica, e struttura in tal modo la propria espressione artistica.
Attraverso il confronto e la permeazione reciproca del macrocosmo (oggettivo) e microcosmo (soggettivo), Gagović crea un’immagine illusionistica che trasforma la realtà, diventando pertanto una realtà di per sé. Esamina nuove possibilità linguistiche per esprimere la sua relazione con il mondo, il cambiamento del quale ha causato cambiamenti nella sua sensibilità. Ascolta il vibrare generante del mentale e cerca di visualizzare dentro ai diversi materiali e sofisticate tecnologie il mondo evanescente delle idee.

La creatività di Vesko Gagović s’imposta decisamente come arte concettuale, ed è riconoscibile per la sua indipendenza intellettuale, l’atteggiamento critico verso le posizioni unilaterali riguardo al ruolo della concettualizzazione del processo creativo, nonché da una tendenza di trasformare la quotidianità. La sua opera schiva la narratività, concentrandosi piuttosto sul confronto e l’analisi attraverso una serie di differenti procedure concettuali.
Il progetto Odiseja / An Odyssey / Un’odissea ci conduce attraverso il tempo, attraverso le distese spirituali dalla preistoria al presente. L’ispirazione dell’artista trova il suo punto di partenza nel film 2001: Odissea nello spazio di Stanley Kubrick, che tratta dell’evoluzione umana, dell’idea dell’esistenza di vita extraterrestre intelligente, e di un suo possibile impatto sulla vita terrestre. Il Monolito simboleggia il più alto ideale umano i cui confini sono sempre fuori portata, ma che è sempre fonte d’ispirazione per lo sviluppo e i tentativi personali di raggiungerlo. Rappresenta il percorso monumentale dell’evoluzione umana, dall’uomo primitivo che alla fine diventa superuomo. Ispirato dal processo di socializzazione e dalle relazioni sociali, nonché dai considerevoli sviluppi della tecnologia e del suo impatto sulla vita umana – specialmente nel campo dello sviluppo della comunicazione – l’artista Vesko Gagović crea un’opera che riporta le sue riflessioni sull’argomento, con possibili soluzioni e cause, così come sulle relazioni interpersonali.
La forma è un costituente principale di quest’opera, la forma che, colorata, assume i significati plastici, concettuali e associativi e stabilisce la relazione tra il tangibile e l’intangibile, il reale e il fantastico. Caratterizzato da una visualità pura e alquanto ridotta, il mondo manifestato delle forme primitive, grazie al suo essere leggero e etereo, sfida le forze gravitazionali della Terra elevandosi irresistibilmente verso le vette celesti dello spirito umano. Contenuta in termini di massa e volume, la forma diventa il simbolo e il veicolo del campo energetico che, in sinergia con lo spazio circostante, mantiene l’unità di idea ed espressione, soggetto e oggetto.

Il concetto dell’allestimento include quattro spazi diversi, in cui sono collocati oggetti monumentali che dominano lo spazio espositivo e sono marcati da tonalità di oro, argento e nero metallizzato. Nella loro narrativa associativa, questi elementi-oggetto riferiscono al Sole, alla Luna e alla Terra – ai corpi cosmici che sono sempre stati una fissazione delle civiltà moderne nei momenti della creazione dei possibili futuri delle civiltà a venire. Dal loro interno emana una luce al neon, facendo pervenire così una potente sensazione di allusività. Gli oggetti sono vuoti – la vacuità è vissuta come uno spazio dello spirito, della contemplazione e una consapevolezza acuta della bellezza della transitorietà. Rappresenta la singolarità dello spazio assente, le sue qualità metafisiche e la separazione dello spirito dal mondo materiale.
L’allestimento completa questo insieme di strutture compositive monumentali, in modo che ogni segmento possa essere visto indipendentemente, per se stesso.
Vesko Gagović dà particolare importanza alla condensazione spaziale e visiva, al minimalismo della visione, e soprattutto alla dimensione meditativa e contemplativa della propria arte.
L’evoluzione del suo lavoro artistico ha passato per varie tappe – cicli che si sono susseguiti nello spirito di un’estetica pluralistica delle arti visive dei nostri tempi, seguendo i ritmi della sensibilità dell’artista e il suo bisogno di esplorare nuove possibilità di espressione attraverso la pittura, il disegno e il collage, e, in parallelo, attraverso oggetti d’arte e installazioni.

Voto Hestetika: 6,35

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Biennale Padiglione del Montenegro Vesko Gagović