Quest’anno la Malaysia celebra un evento importante della sua storia con la prima partecipazione nazionale alla 58. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia.

Quattro eminenti artisti Anurendra Jegadeva, H.H. Lim, Ivan Lam e Zulkifli Yusoff, rappresenteranno la loro nazione nella mostra dal titolo Holding Up a Mirror. La Malaysia si unisce così agli altri 90 paesi che parteciperanno alla Biennale Arte 2019. Il primo Padiglione Nazionale dal paese rappresenta un’occasione importante per evidenziare come si sono sviluppate le pratiche dell’arte contemporanea malese, celebrando la bellezza e la complessità di una cultura che è stata protagonista di una recente fase di trasformazione e rinnovamento.

Il Padiglione Malaysia viene presentato dal Ministero del Turismo, dell’ Arte e della Cultura della Malaysia, dal commissario nominato Professor Dato’ Dr. Mohamed Najib Dawa, direttore generale del Balai Seni Negara (Galleria Nazionale d’Arte visuale) e dalla curatrice e direttrice del progetto Lim Wei-Ling.

Nel commentare il suo ruolo al lancio del primo Padiglione Nazionale della Malaysia la curatrice Wei-Ling ha detto: ” Mi sono sempre chiesta il motivo per cui il mio paese non fosse mai stato rappresentato all’interno della maggiore piattaforma artistica internazionale ed è sempre stata una mia grande ambizione la possibilità di poter guidare il primo Padiglione Nazionale. Così ho deciso di chiedere all’onorevole Primo Ministro la sua benedizione per portare avanti questo progetto e mi ha fatto molto piacere sapere di condividere con lui lo stesso desiderio di elevare l’arte malese all’arena internazionale. Durante la fase di selezione degli artisti è stato molto importante pensare di poter lavorare con dei professionisti in grado di raccogliere la sfida che avevamo di fronte e proporre delle opere stimolanti che meglio potessero rappresentare l’arte contemporanea della Malaysia di oggi.

Il padiglione inaugurale della Malaysia alla 58. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia ospita quindi le opere di quattro artisti che hanno già intrapreso carriere straordinarie e che godono di una solida reputazione, sia in Malaysia che all’estero. Questo padiglione è un primo passo avanti per il paese e spero che segni l’inizio di molti altri futuri padiglioni nazionali che possano rappresentare tanti altri artisti malesi meritevoli di esporre i propri lavori all’interno della cornice della Biennale Arte di Venezia. “

La Malaysia ha recentemente aperto un nuovo capitolo della sua storia. Spinti dal desiderio di un cambiamento democratico, il popolo di questa vibrante nazione, multi razziale, multietnica e multiculturale, è stato in grado di riunirsi portando pacificamente ad un cambiamento senza precedenti esplicitatosi in una storica elezione nazionale. In questo contesto, uno spirito di ottimismo ha prevalso e l’identità nazionale è stata ridefinita attraverso la trasformazione stessa del paese. Riflettendo sul tema generale della 58. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, May You Live in Interesting Times, allestita dal curatore Ralph Rugoff, la mostra del Padiglione della Malaysia, Holding Up a Mirror, è una riflessione attorno al concetto di identità all’interno del più ampio contesto della società in un momento di immenso cambiamento politico, sociale ed economico. Holding Up a Mirror prende le mosse proprio dal considerare l’identità nazionale come lo spazio in cui il personale e il pubblico si intersecano, dove mito e storia si
scontrano, dove si costruiscono prospettive nazionali e internazionali.

Crescere in Malaysia significa venire a contatto con differenti storie e culture. La costruzione stessa dell’identità avviene attraverso un processo di narrazione che si muove tra passato e presente, spesso estendendosi attraverso diverse geografie che raccontano storie di diaspora, migrazione e integrazione. Per comprenderlo basta guardare i quattro artisti selezionati i cui retroscena culturali
riflettono la complessa narrativa della Malaysia. Mentre ognuno di questi artisti è di fatto malese, al contempo le loro etnie, religioni e radici culturali fanno immediatamente luce sulle diverse realtà
che compongono l’identità nazionale.

Insieme, i lavori esposti, rappresentano un’indagine sul sé all’interno del più ampio quadro della collettività, dimostrando che l’identità è eterogenea e in costante flusso; è un intreccio di molte narrative personali in un tessuto condiviso di coscienza pubblica che è al contempo vario e unificato.
Attraverso l’utilizzo diversi mezzi espressivi – pittura, video, suono e installazione – gli artisti rappresentati offrono una riflessione sulle loro singole ricerche in merito all’identità, abbracciando concetti e ideologie che ruotano intorno ai temi dell’alterità, dell’egemonia culturale, del patriarcato
e della globalizzazione.

Voto Hestetika: 6,25

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