La Fondation Beyeler di Basilea celebra Edward Hopper con una mostra dedicata agli onici paesaggi sconfinati dell’America urbana e rurale.

Si tratta di un tema che finora non è stato quasi mai al centro delle iniziative dedicate a Edward Hopper, ma che pure riveste un’importanza fondamentale per la comprensione e ricezione della sua opera. La rassegna comprende acquerelli e oli dagli anni 1910 agli anni 1960 e fornisce una panoramica completa e avvincente delle molteplici sfaccettature che connotano la pittura hopperiana.

Luci, ombre e atmosfere cariche di tensione, di aspettative e dell’inaspettato, questi sono gli ambienti cinematografici dipinti da Hopper. Scenari e orizzonti dove il dettaglio pittorico diventa elemento principale e permette al fruitore della sua opera di immaginare quasi come se fosse protagonista di un film. 

IL CORTO

Nella mostra alla Fondazione Beyeler, presentata alla stampa nei giorni scorsi, era presente anche il regista Wim Wenders (autore di Il cielo sopra Berlino; Non bussare alla mia porta, Paris, Texas e tante altre pellicole di successo), da sempre cultore dell’arte di Hopper e delle sue rappresentazioni sia dei personaggi sia degli ambienti.
Proprio per la mostra Wenders ha realizzato un cortometraggio in 3D ” Two or three things I know about Edward Hopper ” visibile all’interno della mostra con le riprese improntate all’“American spirit” di Edward Hopper.

Un capolavoro dove Wenders riesce leggere alla perfezione la tensione artistica di Hopper e la trasforma in immagini a 3d. 

In conferenza stampa Wenders ha parlato del progetto cinematografico: 
“Mi hanno chiesto di realizzare questo progetto dedicato a Hopper. Sono stato entusiasta. Avrei girato un film di 5 o 6 ore da quanto materiale creativo avevo a disposizione ma alla fine sono riuscito a riassumere una idea di progetto anche in questo corto. La cosa che più mi colpisce della pittura di Hopper è che osservando i suoi quadri sembra sempre che debba accadere qualcosa che poi alla fine non accade mai. Proprio questa tensione e attesa che lo spettatore deve interpretare e immaginare è la forza dell’opera di Hopper. I suoi quadri attirano verso l’infinito e io ho con le riprese in 3d ho cercato di riprodurre questa sensazione. Mi piace molto lavorare con il 3d. A differenza della fotografia che è a 2d, il 3d permette di vedere molto più con il cervello, ampliando il nostro spettro sensitivo e percettivo”. 

BIO 

Edward Hopper (1882–1967), uno dei maggiori pittori statunitensi del XX secolo. Hopper nasce a Nyack, New York. Dopo essersi formato come illustratore, segue fino al 1906 corsi di pittura presso la New York School of Art. Oltre a coltivare lo studio della letteratura tedesca, francese e russa, il giovane artista guarda specialmente a pittori come Diego Velázquez, Francisco de Goya, Gustave Courbet ed Édouard Manet, che diventano per lui autorevoli figure di riferimento.
 
Sebbene abbia lavorato a lungo nel campo dell’illustrazione, Hopper è oggi noto soprattutto per i dipinti a olio, che testimoniano il suo grande interesse per gli effetti cromatici e il suo virtuosismo nel rappresentare luci e ombre. I quadri di Hopper sono l’espressione di un’originalissima visione della vita moderna: stazioni di servizio, case, bar, fari e navi, ma anche scorci degli interni di appartamenti, alberghi e cinema. I pochi personaggi che abitano le scene sembrano spesso volgere lo sguardo verso un punto esterno allo spazio pittorico, come se ciò che “accade” sulla tela non sia affatto visibile allo spettatore. Eventi invisibili paiono verificarsi al di fuori del dipinto.
 
Il linguaggio formale di Hopper è andato sviluppandosi indipendentemente dalle tendenze artistiche popolari al suo tempo. Il suo stile inconfondibile ha esercitato grande influenza non solo su importanti pittori contemporanei come Peter Doig; è entrato anche in rapporto quasi simbiotico con il linguaggio filmico ispirando pietre miliari del cinema quali Intrigo internazionale (1959) di Alfred Hitchcock, Paris, Texas (1984) di Wim Wenders o ancora Balla coi lupi (1990) di Kevin Costner.

GALLERY FOTOGRAFICA 

Ecco una gallery fotografica della opere in mostra 

 
Edward Hopper
26 Gennaio – 17 Maggio 2020
Fondation Beyeler, Beyeler Museum AG,
Baselstrasse 77, CH-4125 Riehen.
Orari di apertura Fondation Beyeler:
tutti i giorni 10.00–18.00, mercoledì fino alle 20.00.

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