Nello spazio di un antico convento, adiacente alla chiesa di San Giovanni, il Museo d’Arte di Mendrisio propone esposizioni riguardanti i grandi protagonisti dell’arte del Novecento, ma anche il territorio e la storia locale. Con la mostra antologica su Max Beckmann, visitabile tra il 28 ottobre 2018 e il 27 gennaio 2019 si vuole gettare luce su uno dei maestri dell’arte moderna ancora meno valorizzato in Italia: l’unica altra grande esposizione a lui dedicata ebbe luogo alla Galleria Nazionale di Arte Moderna a Roma, nel 1996.

Autoritratto su sfondo verde con camicia verde
1938-1939
olio su tela
65.5 x 50 cm
Museum der bildenden Künste Leipzig
Nachlass Mathilde Q. Beckmann
© 2018, ProLitteris, Zurich

Il percorso espositivo progettato non ha solo l’intenzione di essere un’antologia delle opere e dei cambiamenti stilistici del pittore attraverso gli anni, è volto anche a calare i lavori esposti nelle vicende di vita di Beckmann. La sua arte, infatti, è fortemente intrecciata alla storia sociopolitica dei primi cinquant’anni del Novecento. Fortemente segnato nell’animo da ciò che ha avuto modo di vedere durante la sua esperienza come infermiere nella Grande Guerra, Beckmann passa da un approccio ancora tardo-impressionistico ad uno stile che dialoga e si confronta più apertamente con i modernisti e con maestranze del calibro di Matisse e Picasso. Le sue opere acquistano un carattere più cupo, diventa palese l’influenza di Cézanne e di Rembrandt: da quest’ultimo eredita la passione per l’autoritratto, onnipresente nella sua opera. Tuttavia, come ci dice Simone Soldini, che con Siegfried Gohr ha curato l’esposizione, Beckmann non è né un espressionista, né un esponente della Nuova Oggettività. Al contrario, è “uno dei grandi solitari del Novecento”.

Gli amanti (verde e giallo)
1940-1943
olio su tela
60 x 80 cm
Museum Ludwig, Köln/Legat Lilly von Schnitzler-Mallinckrodt, Ankauf 1957
© 2018, ProLitteris, Zurich

All’interno della mostra sono presenti numerose opere realizzate a puntasecca, acquaforte, litografia e xilografia, tutte tecniche che accompagnano l’esperienza artistica di Beckmann nel periodo iniziale della sua carriera, ovvero prima della Grande Guerra, e successivamente alla Seconda Guerra Mondiale. La grafica è un elemento fondamentale del suo lavoro, al punto che lui stesso la definisce “la mia buona amica”.

Incisivi nella vita di Beckmann sono il rapporto travagliato con il regime nazista e i numerosi traslochi che ne conseguono: dopo una fase di grande notorietà durante gli anni Venti, il pittore è costretto a rifugiarsi ad Amsterdam, essendo stato schedato come “artista degenerato”. Le sue opere sono intrise di temi storici e sociali, relativi alla guerra e alle differenze tra le classi ricche e le classi povere. Una raccolta di fotografie sia di fondamentali avvenimenti storici, sia prettamente relative alla vita privata di Beckmann ci mostrano proprio questa stretta relazione tra le sue vicende personali e quelle politiche.

Donna addormentata
1924
olio su tela
48 x 61 cm
Collezione privata
© 2018, ProLitteris, Zurich

L’impronta che Siegfried Gohr, storico dell’arte e grande esperto di Beckmann ha voluto dare all’esposizione è completamente nuova. Si tratta di uno sguardo che, al posto di soffermarsi sugli interessi del pittore per la teosofia e la letteratura, si concentra sugli oggetti presenti nei dipinti per arrivare a considerazioni di più ampio respiro. I dipinti e le incisioni di Beckmann sono disseminati di elementi comuni, quali specchi, libri, piante, strumenti musicali: Gohr vuole valorizzare il profondo significato simbolico attribuitogli da Beckmann.

Siesta
1924-1934
olio su tela
35 x 95 cm
Collezione privata
© 2018, ProLitteris, Zurich

MAX BECKMANN
Dipinti, sculture, acquerelli, disegni e grafiche
 
Museo d’arte Mendrisio
28 ottobre 2018 – 27 gennaio 2019

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Max Beckmann