La seconda mostra personale presso la galleria Anna Zorina di Chelsea a New York presenta la nuova serie di acquerelli dell’artista Nadine Faraj. Il titolo di questa mostra Get Used To Us riecheggia uno storico slogan dei diritti LGBTQ “We’re here! We’re queer! Get used to us!” 

La tecnica utilizzata dall’artista è un acquerello molto liquido e sfumato nei contorni.
Colori accesi e squillanti ritraggono scene erotiche e dai contenuti espliciti. Le immagini di interazione tra i soggetti richiamano azioni sessuali estratte da momenti di intimità, volutamente esibita.

L’autrice femminista Mona Eltahawy, che vive tra Il Cairo e New York City, parla dei dipinti di Nadine Faraj come una dichiarazione forte e orgogliosa che ti guarda negli occhi e ti sfida a non vergognarti.

“Possiedo il mio corpo” è questa la sensazione che i dipinti comunicano. E questi corpi al contempo possiedono l’orgoglio di mostrarsi.

La libertà sessuale, in questo caso è notevolmente approfondita. La disobbedienza diventa il moto che ha spinto le masse a ribellarsi alle imposizioni. Osservando i dipinti, una sfera deliberatamente privata viene messa in mostra con un’espressione di estrema forza. I suoi soggetti emanano una grinta raggiunta attraverso la pura gioia del godimento fisico. Non c’è bisogno di nessuna approvazione o consenso altrui. Eppure è dell’altro che ci si serve per poter essere guardati/ammirati.

Risulta interessante il lavoro tecnico dell’artista che riesce attraverso delle “macchie” a realizzare corpi sfumati che si intrecciano tra di loro. Diventano parte l’uno dell’altro e i confini delle masse si dissolvono. Anche le espressioni si riassumono attraverso pochi segni pittorici. In alcune tavole le assenze di sfondi esaltano maggiormente l’azione sessuale che sta avvenendo. Tutte le immagini sono state trasformate attraverso la scelta cromatica in situazioni “distanti” dai colori più scuri delle notti, dei club o di ambienti con colori meno delicati dalle nuance pastello tipiche degli acquerelli fiabeschi.

Nadine Faraj vive e lavora tra New York e Montreal. L’artista ha esposto in diverse mostre internazionali: New York, Montréal, Toronto, London, Athens e Dubai. Il suo lavoro è stato incluso in molteplici recensioni tra cui: Wallpaper Magazine, A Women’s Thing Magazine, Huffington Post, Arte Fuse and Vulture.

 

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