Omaggio a Gio Ponti al MAD di Parigi

Omaggio a Gio Ponti al MAD di Parigi

Il Museo delle Arti Decorative di Parigi rende omaggio con una grande retrospettiva all’architetto e designer milanese Giò Ponti.

Super-Leggera-1957-Cassina-©-Archivio-Gio-Ponti-Milano

Il legame di Ponti con la Francia è di lunga data e non è la prima volta che il MAD si occupa del nostro architetto; nel 1973 organizza un’esposizione per i 45 anni di Domus, la rivista dedicata all’architettura e al design fondata da Ponti nel 1928. Andando a ritroso, nel 1925 Gio Ponti riceve per le sue ceramiche il « Grand Prix » all’Esposizione internazionale di arti decorative e industriali moderne; tra il 1926 e il 1928 costruisce la villa l’Ange volant per Albert Bouilhet nella periferia parigina; per più di trent’anni collabora con l’oreficeria di lusso Christofle realizzando, tra gli altri, il celebre candelabro Freccia presentato alla Biennale di Venezia del 1928.
Torniamo al presente, rue Rivoli a Parigi, dove tra le mura di un’accurata scenografia affidata all’architetto italiano Italo Lupi e all’agenzia Wilmotte & Associati, il Museo delle Arti Decorative presenta l’esposizione «Tutto Ponti. Giò Ponti Archi-Designer ». La mostra, che si terrà fino al 10 febbraio 2019, offre un’occasione preziosa per far conoscere al grande pubblico il genio creativo di Giò Ponti e il suo contributo alla rinascita del design italiano del dopo guerra. I sessant’anni di carriera dell’artista vengono celebrati ripercorrendo in ordine cronologico tutti i suoi lavori più conosciuti. Si spazia dall’architettura al design, dall’arredamento d’interni alla scenografia, dall’attività editoriale alle numerose collaborazioni in giro per il mondo.
Entrando nel museo ci si imbatte da subito in una  suggestiva ricostruzione in scala della facciata della concattedrale « Gran madre di Dio » di Taranto, meglio conosciuta come la Vela (1964-1970).

Villa-Planchart-Caracas-1957-©-Antoine-Baralhé

Le prime sale sono dedicate agli oggetti, realizzati da Ponti in veste di “designer”.  Protetti da teche in vetro come per sottolinearne il valore, troviamo una selezione di preziosi vasi, centrotavola e le eleganti e raffinate porcellane provenienti dalla collezione Labirinto, realizzata per Richard Ginori nel 1925. Una collaborazione rilevante quella con la società Richard-Ginori  per la quale contribuirà a rinnovare anche  il sistema di produzione adeguandolo alle esigenze di creazione degli oggetti in questione. Dal confronto con le diverse realtà  di “produzione” nascono le  prime riflessioni di Giò Ponti sull’arte decorativa e l’industria, progettando mobili e beni di lusso e promuovendo allo stesso tempo la creazione in serie di prodotti di alta qualità.

Proseguendo si trovano i vasi colorati e le bottiglie in vetro soffiato nati dalla collaborazione con la vetreria Venini di Murano, le celebri « figure di animali » o « frutta in rame », straordinaria creazione in binomio con l’artista e designer Paolo De Polie, il servizio di posate Diamante in argento per Reed & Barton, e tra i pezzi più ri-conosciuti realizzati entrambi per Christofle, la splendida Teiera Aero in metallo argentato e legno e la macchina del caffè La Cornuta del 1948 prodotta da Pavoni, uno degli emblemi della carriera di Gio Ponti.

Sedia-1936-Casa-e-Giardino-©-Gio-Archivio-Ponti-Milano

La parte centrale della mostra è ripartita in mini studio ognuno dei quali presenta una selezione di mobili e lampadari. Vi troviamo, La Poltrona Dezza rivestita in pelle realizzata per Poltrona Frau, un meraviglioso lampadario in vetro soffiato colorato a otto bracci per Venini, la Lampada 0024  del 1933 realizzata con dischi di cristallo e specchi per Fontana Arte e la grande icona delle sue produzioni, la Super leggera, modello 699 del ’57 prodotta da Cassina  e ancora oggi in produzione.

Tutto intorno sono esposti disegni, foto e maquettes di alcuni importanti progetti architettonici come la Villa Donegani a Bordighera, l’Istituto di fisica nucleare a San Paolo, La torre Littoria (costruita in soli due mesi) i plastici in scala del grattacielo Pirelli a Milano. Costruzione che ha detenuto il record di edificio più alto in Europa per quasi 10 anni.

Concattedrale-Taranto-1964-1970-©-Archivio-Gio-Ponti-Milan

L’ultima parte dell’esposizione è composta da sei mini ricostruzioni di ambienti, uno per ogni decennio della carriera di Giò Ponti. L’interno della villa l’Ange volant, il Palazzo di Montecatini a Milano, il Palazzo del Bo a Padova con uno splendido appendiabiti in noce e bronzo.

L’Hotel di lusso Parco dei Principi di Sorrento, uno dei primi esempi di design per hotel al mondo, con la ricostruzione del mosaico di ciottoli e delle ceramiche in rilievo di maiolica bianca e blu del grande scultore e amico Fausto Melotti.

La Villa Planchart, alla sommità di una collina nel paesaggio verdeggiante della Caracas anni ’50.

Uno dei tanti esempi di Casa all’italiana, concetto sul quale Ponti ha fondato tutta la sua battaglia per la civilizzazione moderna. Trasformare il gusto della famiglia borghese per orientarla dall’antico al moderno. La Casa all’italiana é un luogo creato per godere dello spazio, dove ogni elemento dalla pareti, ai pavimenti, dagli arredi, all’architettura, alla luce che penetra all’interno attraverso balconi e terrazze, contribuisce ad arricchire la vita domestica.
Infine, la ricostruzione degli interni dell’ultima abitazione dello stesso Ponti in via Dezza a Milano, con le piastrelle in ceramica prodotte da Francesco de Maio e un’incantevole cassettiera (esemplare unico) in legno laccato bianco e rame prodotta da Roncoroni e esposta alla decima Triennale di Milano nel 1954.

Giò Ponti è stato un creatore prolifico che ha aperto nuove e singolari prospettive adattando lo spazio, i mobili, gli arredi e l’architettura ai bisogni della vita contemporanea.

La mostra Tutto Ponti, Giò Ponti Archi-Designer mette in luce la poliedricità del suo lavoro, le caratteriste che lo contraddistinguono (leggerezza, tradizione, modernità, tecnologia) e testimonia la vastità del suo campo di esplorazione, l’originalità della sua opera, la sua grandezza.

Tutto Ponti. Gio Ponti Archi-Designer
Fino al 10 febbraio 2019
dal martedi alla domenica dalle 11h alle 18h

MAD – Museo delle Arti Decorative
madparis.fr