BRUCE NAUMANN –  Disapparing Art al Moma

Testo di Ilaria Bochicchio da New York    

La mostra monografica di Bruce Naumann al Museum of Modern Art e al MoMA PS1, è la mostra più completa del lavoro dell’artista che sia mai stato assemblato.

La complessità della sua arte si esprime attraverso le forme di occultamento e di deflessione. C’è l’idea di corpi frammentati, voci che “appaiono” provenienti da altoparlanti. C’è la costante presenza dell’artista attraverso l’assenza. L’intera mostra si focalizza sulle forme di omissione e perdita.
C’è l’indagine sull’esperienza mutabile del tempo in dialogo con lo spazio. Bruce Naumann vuole portare lo spettatore in una situazione non familiare. Crea degli “ambienti” alienanti. Ci costringe a entrare nel suo immaginario rinunciando alla sicurezza del conosciuto.
Non c’è la seduzione di risposte facili. C’è l’assenza di risposte che impone la mente alla riflessione. L’artista si serve di diversi medium: dai neon alle sculture al disegno e la performance del quale diventa egli stesso protagonista.

La scultura al neon One Hundred Live and Die del 1984 ricopre un’intera parete del Museo. Presenta quattro colonne di neon contenenti parole che descrivono le azioni comuni a tutti gli esseri viventi. Ogni azione si divide in due verbi separati uniti dalla congiunzione “and”: Smile and live, Eat and live ecc. Le stesse parole si alternano con il verbo die, morire. Tutti i neon sono composti da colori accesi. Ogni volta che se ne accende uno è come se immediatamente lo spettatore fosse richiamato al compimento dell’azione. Non è più quindi la presenza effimera di una luce, esteticamente piacevole. L’intermittenza si trasforma in comunicazione e quando la ripetizione si fa sempre più costante e ossessiva, lo spettatore resta immobile. La sinfonia di colori è ipnotizzante. L’installazione si accende e si spegne a intermittenza costante, aggiungendo di volta in volta una frase o due in più. Ad un certo punto avviene “l’esplosione” di colori contemporaneamente. Tutte le scritte al neon si accendono insieme. Ed è incredibile l’effetto visivo. Un oggetto che diventa portatore di interazione.

Crea il medesimo effetto spaesante anche l’installazione sonora, presente nell’enorme sala centrale. Casse audio sospese e di dimensioni uguali, sembrano fluttuare nell’aria. Ogni cassa produce un suono di voci che ripetono in loop i giorni della settimana in inglese. Poste ai due lati di un corridoio immaginario, questi “rettangoli sonori” proiettano lo spettatore in uno stato di primario “fastidio” uditivo. Concedendosi invece un momento per non ascoltare più le voci ma trasformandole in suono, tutto diventa una complessa azione di trasformazione di dati. Le voci, quasi robotiche, maschili e femminili, si accavallavano e si “inseguono” continuando la demolizione della comprensione razionale.

Bruce Naumann – Disappering Acts

Moma and Moma PS1

Fino al 25 febbraio 2019

New York

 

 

  • Visione artistica 85% 85%
  • Coinvolgimento 85% 85%
  • Valutazione 85% 85%



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